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28.08.2021 - 18:58

Shainy Attakaran: bianco, nero e passione

“Sarà l’influenza del mio nome, ma nella vita ho imparato a vedere la luce in ogni cosa”

di Natascia Bandecchi

Pubblichiamo un contributo apparso su Ticino7, allegato del sabato a laRegione.

Shainy Amuy è nata a Faido. Ma il cognome svela le sue inconfondibili origini indiane. Nonostante sia nata e cresciuta in Svizzera, non si è mai sentita né da una parte, né dall’altra del mappamondo. Tutta la sua esistenza si basa sulla ricerca dell’armonia con sé stessa. Per lei è fondamentale avere un contatto perenne con la natura, mai potrebbe vivere in una città, ed è per questo che si trova a sua agio sia in Leventina sia in Messico, luogo che più l’ha segnata nella vita. Sia a livello esistenziale che artistico. ‘Nella faccia triste dell’America’ come cantavano Paolo Conte ed Enzo Jannacci – Shainy ha vissuto per sette anni e ha dato alla luce Kali e Yuma, i suoi figli. Oggi è mamma single e crea in continuazione: scrive canzoni, suona col suo gruppo, dipinge, tatua e realizza oggetti artigianali e tessili.

E chi si immaginava di raccogliere un’intervista camminando? Shainy spinge il passeggino in scioltezza, seduto sopra c’è suo figlio Yuma. Io con il fiatone le sto dietro e nel contempo il piccolo di tre anni alterna tranquillità a ricerca di attenzioni. Questo il “la” al nostro incontro che permea la chiacchierata tra me e questa giovane donna dinamica, decisa e in continua ricerca di armonia. Radici indiane trapiantate in Leventina, questa la storia di Shainy, nata 34 anni fa. “Mio padre è molto conservatore, penso non abbia mai accettato il mio modo di essere fuori dagli schemi. Forse oggi si è abituato”. Shainy cresce in un contesto in cui non sempre si sente integrata. “Il non sentirmi accettata mi ha dato la forza per guardare oltre. Da qualche parte mi sentivo diversa rispetto agli altri”. Sin da piccola, oltre a una forza innata coesiste in lei una sorta di senso di inadeguatezza che mette in dubbio chi è, e come è. “Ogni tanto sentivo che qualcosa non andava dentro me, non so se fosse per come mi facevano sentire gli altri, ma sono grata a questo sentire che mi ha permesso di essere la donna che sono oggi: consapevole”. 

Viaggio

Attraverso il viaggio spesso si ha l’opportunità di uscire dalle proprie zone di comfort sperimentando altri modi di essere e di vivere la vita. “Ho esorcizzato molte mie insicurezze quando ho iniziato a viaggiare in Messico con il padre dei miei figli. Ho sempre sognato di viaggiare, ma visto lo spirito conservatore dei miei genitori e l’essere una donna indiana, ricevevo in continuazione dei no alle mie richieste di scoprire il mondo”. Nonostante le paure inculcate dalla propria famiglia, Shainy scopre proprio attraverso il viaggio che quelle paure erano la fonte delle loro insicurezze. “Se hai dei sogni da realizzare trovo sia un peccato non viverli per una paura dettata da qualcun altro o dalla mente. Io desidero vibrare in alto e non farmi oscurare da inutili pensieri”.


© Davide Frizzo

Scrivere

Oggi Shainy compone i versi delle sue canzoni. Il suo progetto musicale si chiama Shainy Amuy Ilak, gli ultimi due nomi sono quelli dei suoi figli al contrario. “Scrivevo sempre nei miei diari quando ero piccola, erano dei pensieri espressi in poesia, in rima. Ogni tanto mi capita di rileggerli e mi dico: “Però, che intensità in queste parole”. Shainy è figlia unica, i suoi genitori lavoravano a tempo pieno e spesso rimaneva sola. Proprio in quei momenti nascevano questi sfoghi che racchiudeva tra le pagine dei suoi diari. “Pagine scritte trasformate in versi creativi e poi in musica”.

Antipodi

Per chi ci crede, esiste la legge dell’attrazione che è la capacità di attirare nella propria vita quello che si desidera. “Sin da piccola ho sempre avuto il pallino di andare in Messico. Ricordo di essermi innamorata istantaneamente della musica di Lila Downs, cantautrice che ben indossa e trasmette la sua “messicanità”. Le vie di mezzo a Shainy non garbano. Qual è quel luogo nel mondo che è agli antipodi della tradizione indiana da cui rifugge da tempo? Il Messico! “Ho conosciuto il padre dei miei figli, messicano, e con lui sono partita alla volta di quel Paese che tanto mi affascinava e che tanto mi ha donato, in primis i miei due figli”. Per lei il Messico è stato una scuola di vita: “Vivevamo in un campeggio vicino alle piramidi Maya di Palenque, nello Stato del Chiapas. Stavo benissimo in mezzo alla giungla, c’era un continuo viavai di persone da tutto il mondo. Ho imparato a tatuare e ho cominciato a esibirmi in pubblico: chitarra e voce. E, cosa da non dimenticare, ho compreso cosa significa essere una donna indipendente”. Shainy oggi vive a Rossura, minuscola frazione di Faido: lì non c’è la selva messicana ma c’è un’ampia vista che le regala spazio interno. “Da quando vivo lì ho iniziato a fare musica e a mischiarmi con musicisti della regione. Il mio ultimo progetto musicale si chiama “luz en la oscuridad” (luce nell’oscurità) che racchiude tre brani. “Sarà l’influenza del mio nome, ma nella vita ho imparato a vedere la luce in ogni cosa”.

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