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31.07.2021 - 14:200

Tra chiacchiere, chiappe e vaccini

In un compleanno estivo che raduna compagni di scuola o parenti, si parla solo di quello. E solo uno stolto può pensare che il campo non sia minato

Pubblichiamo un contributo apparso su Ticino7, allegato del sabato a laRegione.

“Al centro vaccinale sono stati distrutti i vaccini contro la rabbia, la SARS e la peste”. In certi pomeriggi origliare le fantasie dei bambini impegnati a simulare un gioco di ruolo poliziesco è più stimolante che prendere parte ai discorsi degli adulti. Seduti in cerchio in giardino tra un assalto alle patatine e uno alle birre, onoriamo un compleanno estivo chiacchierando del più e del meno come sempre si fa alle feste in cui i maggiorenni sono invitati per fare tappezzeria. Da quando in quei discorsi del più e del meno sono entrati i vaccini, nulla è più come prima.
Una regola d’ora degli animatori chiamati a rompere il ghiaccio sedendosi tra i clienti nei villaggi turistici era quella di non discutere mai di sesso, politica e religione. Gli esperti dicevano di limitarsi a scambiare con gli ospiti informazioni su lavoro e provenienza per poi concentrarsi subito sull’unica cosa in comune tra gli inquilini di quel mondo a sé che erano i villaggi: gli spettacoli serali, le olimpiadi di Ferragosto, il gioco aperitivo.
Oggi, in un compleanno estivo che raduna compagni di scuola o parenti, l’unico terreno in comune sembra essere quello del vaccino. E solo uno stolto può pensare che il campo non sia minato. Se va bene ci sorbiamo la dovizia di particolari della cugina che inspiegabilmente soffre di dissenteria sin dalla prima dose. Vorremmo obiettare che quella torta gelato potrebbe non aiutare, ma l’intervento del cugino scettico ci precede. Al primo accenno di “c’è qualcosa che non quadra”, neanche fosse arrivata la torta e si intravedesse il momento di andare, tutti sono intorno allo zio superstite del Covid che tuona contro i dubbiosi e i no vax. 
La temperatura si alza e niente sembra portare refrigerio. I bambini ricominciano a giocare, quel famoso vaccino contro la rabbia di cui fantasticavano sembra essere stato distrutto davvero. Cerco di calmare gli animi con il solito contributo estetico e irrilevante: il giovane medico incaricato dell’anamnesi si è complimentato per i miei occhiali, ha osservato che sembro molto più giovane di quello che sono, ha voluto sapere che lavoro facessi e se pensassi di avere dei figli. “Mamma, tra le signore in spiaggia sei l’unica a cui non penzolano le chiappe”. Risate generali. Bisogna certamente fare un salto dall’oculista. Ma solo dopo aver visitato il notaio per nominare la creatura erede universale.


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