Napoli
2
Cagliari
0
fine
(1-0)
sordita-sentire-ma-su-un-altra-frequenza
© Ti-Press
+4
ULTIME NOTIZIE Ticino7
Ticino7
6 ore

Sì, anche i cani sognano

I nostri amici a quattro zampe sono in grado di guidarci alla scoperta del mondo. Parola di Michele Serra, che ne ha fatto un libro tutto da leggere e da guardare
Ticino7
10 ore

Quei ‘tagli’ precisi di Claudio Cavargna

Classe 1974, in mezzo alla carne e ai prodotti di macelleria ci è cresciuto, maturando il desiderio di portare avanti il lavoro di suo padre. Con successo
Ticino7
1 gior

Vasco Gamboni. Memorie di un cacciatore

Insegnamento e arte venatoria. Una doppia passione che si tramanda di generazione in generazione nella sua famiglia. Perché la caccia è anche amore e difesa del territorio
Ticino7
1 gior

Nuove correnti. Noi, il futuro e le auto elettriche

Politica e pianeta lo chiedono. Ma speriamo di arrivarci preparati e con le batterie ben cariche alla grande rivoluzione della mobilità
Ticino7
2 gior

2011: dieci anni da ‘El Camino’ dei The Black Keys

Sono solo in due, e con un’intelligenza musicale sopra la norma. La dimostrazione che gli americani il rock non solo lo hanno inventato, ma lo sanno pure suonare
Ticino7
3 gior

2001: vent’anni da ‘Origin of Symmetry’ dei Muse

Eclettico, estroverso, originale. Meno radiofonico di quello che seguì, è un album fondamentale per capire la musica del gruppo e rileggere i vagiti musicali del nuovo millennio
Ticino7
4 gior

1991: trent’anni da ‘Achtung Baby’ degli U2

Forse il capolavoro della band irlandese (al pari di “The Joshua Tree”). L’elettronica entra pesantemente nel suono del gruppo e il tour che seguirà sarà memorabile
Ticino7
5 gior

1981: quarant’anni da ‘The Garden’ di John Foxx

Un disco dove convivono elettronica e romanticismo, tecnologie moderne e misticismo antico, in un geniale incontro fra spiritualità e tradizione. Se non è arte questa...
Ticino7
6 gior

1971: cinquant’anni da ‘Tago Mago’ dei Can

Senza di loro molta della musica – non solo del circuito indipendente – oggi non esisterebbe. O certo sarebbe molto diversa. Un gruppo seminale per un album epocale
Ticino7
1 sett

Il fantacalcio, i gonfiabili degli adulti

Se non ne fai parte non puoi capire che cosa si prova a smazzare giocatori e a costruire squadre immaginarie. Ma potresti rimanerne affascinata, chissà...
Ticino7
1 sett

Che meraviglia il gufo reale

Vola di notte silenzioso. È un uccello maestoso, quando è giorno non sta sveglio, per lui il buio è molto meglio. Della notte è il re! Il suo nome sai qual è?
Ticino7
1 sett

Dentro i cassetti di Georgina Bernardi

Ci sono esistenze che, come alcuni oggetti, vanno di casa in casa attraversando il mondo e portandosi appresso i segni di esperienze variegate
Ticino7
1 sett

Metti un giorno con Martino Rossi

“Non è vero, come molti sostengono, che Robin Hood ‘ruba ai ricchi per dare ai poveri’. È vero invece che ’riprende ai ricchi ciò che essi hanno rubato ai poveri’”
Ticino7
1 sett

Diritti allo stomaco (nel nome del vax)

Nella guerra al Covid sono ammessi anche i ‘colpi bassi’. Da consumarsi davanti a un bel piatto caldo, però
Ticino7
1 sett

Sorelle di sogni. C’era una volta (e anche oggi)

L’ultimo romanzo breve di Daniele Dell’Agnola è un confronto generazionale, attraverso i ricordi, gli incontri ma anche le rinunce di due donne della Bregaglia
Ticino7
2 sett

La vocazione di Sandro Bonetti

Cosa vuoi fare da grande? ‘Il medico, come il mio papà’. Figlio di un gastroenterologo, sin da ragazzo Sandro non aveva molti dubbi su cosa fare nella vita
Ticino7
2 sett

Cosa diresti al te stesso di dieci anni fa?

Lo dico subito, a scanso di equivoci: io mi sarei detta di stare più tranquilla ed essere positiva. Ma anche di criticare meno e crederci di più. E voi?
Ticino7
2 sett

Bellessere. Volersi bene senza età

Non esistono limiti anagrafici per aver cura del proprio aspetto. Iniziando da una buona dose di sorrisi, voglia di vivere e ottimismo.
Ticino7
2 sett

Lì dove costano meno: la via del turismo farmaceutico

Poiché le medicine in Svizzera costano molto di più, anche i ticinesi fanno shopping oltre confine. Ma cosa nasconde questo importante fenomeno?
Ticino7
2 sett

Sono strani tempi, come sempre

Se devi guardare da qualche parte, meglio farlo ‘in avanti’. Dal passato arrivano (spesso) solo fantasmi
Ticino7
2 sett

Alla scoperta del pettirosso

Il suo arrivo già da metà settembre è annunciato dallo sfrecciare di una macchia rossa tra i cespugli e dal tipico ‘tic tic’ che ne contraddistingue il verso
Ticino7
3 sett

Donazione d’organi: parliamone

Mesi di attesa in cui il ritmo della quotidianità è scandito da costanti visite mediche. Poi finalmente la tanto attesa chiamata. È il futuro che chiama
Ticino7
3 sett

Media e qualità. AAA pagine culturali cercansi

Hanno destato non poche perplessità i risultati emersi da un recente studio sulla qualità del giornalismo culturale commissionato da ‘ch-intercultur’. Perché?
Ticino7
3 sett

Piotr Nikiforoff, dalla Russia con talento

Da Mosca a Vernate: questa la sorprendente traiettoria dell'affermato violinista dell’Orchestra della Svizzera italiana. Un amore per la musica nato anche grazie alla tv
Ticino7
3 sett

I media e il metodo (tanto per capire)

A che servono le ricerche se non a fare chiarezza e a dare una dimensione (obiettiva) alle cose? Sì, poi a volte...
Ticino7
3 sett

Emmanuel Carrère e le ombre oltre la vita

Qui parliamo dell'ultimo libro dell'autore parigino. E non di avvocati, ex mogli e gossip di varia natura che altri vendono ai propri lettori come "recensione". Amen
Ticino7
3 sett

Di arte e di educazione. Per una scuola a colori

Secondo alcuni l’arte avrebbe oggi un ruolo troppo marginale e il suo potenziale nelle istituzioni scolastiche rimarrebbe in gran parte inesplorato. Parliamone...
Ticino7
4 sett

Shainy Attakaran: bianco, nero e passione

“Sarà l’influenza del mio nome, ma nella vita ho imparato a vedere la luce in ogni cosa”
Ticino7
4 sett

Napoleone e l'Elba (l'isola che non c'era)

Quest'anno è stato ricordato il duecentesimo dalla morte di Napoleone Bonaparte. Con la sua scomparsa si chiuderà un’intera epoca
Ticino7
4 sett

Caro diario, ovvero Ferragni vs Morrison

"Back to school?". Ormai ci siamo, lo sapete, e naturalmente in classe sono le piccole cose a fare la differenza. Come l'agenda scolastica, per esempio
Ticino7
4 sett

La scuola e l’età dello stress

A che serve avere bambini e ragazzi ‘sotto pressione’? A nessuno, nemmeno agli adulti
Ticino7
1 mese

"Oh, Madreperla" - Un brano, un racconto, un amore

‘Dimmelo ancora Bryan ti prego’ ‘Oh Madreperla, non ti scambierei con nessuna ragazza al mondo’ ‘Dimmelo…’ ‘Oh madreperla...’
Ticino7
1 mese

Dennis Caprara e quel Sogno americano

Questa è una storia di emigrazione e di successo, di duro lavoro e di attaccamento alla propria terra. Ce la racconta il cugino Aquilino Caprara, da Biasca
Ticino7
1 mese

Disavventure Latine 7. Chi vuol essere Medellín?

Superate le "insidiose" domande di cultura generale, eccoci nella città di Escobar. Tra murales, miti del calcio nazionale e strade che trasudano storia (e violenze)
Ticino7
1 mese

Dazio Grande: nel segno della vitalità

Da dogana a spazio di cultura e convivialità, la storia del polo culturale leventinese continua e si rilancia. Tra mostre ed eventi senza limiti d'età
Ticino7
17.04.2021 - 17:260

Sordità. Sentire, ma su un’altra frequenza

C'è chi lo è dalla nascita e chi lo è diventato dopo incidenti o terapie errate. Ma come vivono i sordi, come comunicano e quali problemi devo affrontare?

Pubblichiamo un articolo apparso sabato su Ticino7, allegato a laRegione.

Fin dall’antichità i grandi filosofi si sono interrogati sulla sordità. Aristotele, per esempio, notava come le persone sorde dalla nascita non parlassero perché non avevano mai avuto l’opportunità di ascoltare voci e lingue, non riuscendo quindi a riprodurle. In passato non c’era molta consapevolezza del legame tra sordità e mutismo; in molti Paesi i sordi non avevano alcun diritto e venivano considerate persone con problemi mentali. Nel XVI secolo arrivarono le prime buone notizie dalla Spagna: Padre Ponce de Léon educò tre fratelli sordi della nobiltà iberica. Da lì iniziò la storia tormentata della lingua dei segni, che nei secoli ha affrontato ostacoli non indifferenti, tanto che venne addirittura proibita nel corso dell’Ottocento. Ma grazie alle rivendicazioni della comunità sorda e alle rivoluzioni culturali degli anni Sessanta del ’900, anche questa diversità trovò comprensione e dignità.

L’udito è preposto all’intercettazione dei suoni del mondo circostante e alla trasmissione, sotto forma di impulsi elettrici, ai centri superiori di “elaborazione” nel nostro centro di controllo, il cervello. Una soglia uditiva compresa tra 0 e 25 dB è considerata normale. L’ipoacusia si può classificare
in base alla gravità: lieve (soglia audiometrica compresa tra 20 e 40 dB); moderata (compresa tra 41 e 70 dB); grave (tra 71 e 95 dB) e profonda (soglia audiometrica oltre 95 dB).

Medicina e ritardi culturali

Il dottor Etienne Jacot è specialista in Otorinolaringoiatria per l’Ente Ospedaliero Cantonale e, nella sua carriera medica, ha incontrato tipologie di sordità che dipendono da fattori genetici – quindi la persona nasce sorda – oppure da fattori esterni: per esempio una terapia che ha creato una lesione alla coclea o un’infezione. “Oggi la medicina ha fatto passi da gigante e nella maggior parte dei casi una sordità conclamata alla nascita può essere risolta entro pochi mesi dalla venuta al mondo del bebè tramite l’installazione di un impianto cocleare”. La medicina sta scoprendo piano piano sequenze genetiche che spiegano il perché della sordità ereditaria. Due terzi delle sordità genetiche fino a poco tempo fa non erano note. Pietro è nato nel 1954 ed è sordo dalla nascita. Che significa nascere sordo nel 2021? “In un certo senso si è più fortunati nel nascere sordi oggi perché esiste una medicalizzazione più sensibile e tempestiva rispetto al passato”. Parlando con Olita – moglie di Pietro – emerge forte e chiaro il messaggio che per lei la sordità non è una disabilità bensì una caratteristica. Qui è interessante notare, e tirare fuori dal cassetto la frase che contraddistingue la cultura sorda: “I sordi possono fare tutto, tranne udire”. Continua il dottor Jacot: “La sordità può essere un handicap per le persone che vivono alle nostre latitudini, perché non vengono forniti loro strumenti adeguati affinché possano essere al pari delle persone udenti. In Francia, dove la lingua dei segni è molto sviluppata, le persone sorde possono avere una vita quasi normale solo perché viene concesso loro libero accesso a tutte le informazioni di cui hanno bisogno”. 

Capirsi sulla ʻdiversitàʼ

Ci si chiede, ed è legittimo, se l’esigenza di sentire sia più delle persone udenti anziché delle persone sorde. “Abbiamo un problema con la diversità, questo è indubbio. È difficile rispondere a questa domanda – continua il dottor Jacot –, la sordità non è un handicap vitale, perché bisogna correggere tutto? Il dottor Jacot ad oggi non riesce ancora a convincersi che per ogni individuo sordo si debba agire nella stessa maniera. “Il medico deve essere empatico con il proprio paziente, sapere se la soluzione proposta (una protesi per esempio) incontra il sentire più profondo di chi ha davanti, comprendendone la situazione familiare e sociale”. A proposito di famiglia, cosa significa essere figli udenti di genitori sordi. Sara ha 33 anni: “Vuol dire essere figlia di Pietro e Antonella. Due persone che mi hanno cresciuta in una casa piena di luci e suoni in risposta al campanello e al telefono. Un contesto in cui ho imparato a comunicare anche attraverso una frequenza diversa da quella riconosciuta: i gesti e le espressioni”. Rispetto agli altri bambini Sara non percepiva niente di diverso: anzi, le sue amichette di infanzia si divertivano a imparare qualche gesto nuovo da poter mostrare. “Per me era tutto naturale. Mi accorsi realmente della diversità attraverso gli altri: gli sguardi curiosi delle persone che ci circondavano, per esempio in fila alla posta mentre ‘segnavo’ con i miei genitori. Percezione che, forse, non è mai arrivata prima di quel momento dato che i miei genitori conducono una vita al pari di una persona udente, guidano, lavorano, hanno degli amici, una famiglia… solo comunicano attraverso un’altra frequenza”.


© Ti-Press / Samuel Golay
Pietro e Olita Vaccaro.

Olita Vaccaro

Olita è nata sorda con un residuo uditivo minimo. Sia i suoi genitori che i nonni materni erano sordi. È nata in Lettonia ma da più di 20 anni vive in Ticino. Legge il labiale e parla la lingua dei segni in italiano. La nostra chiacchierata viene tradotta da Tiziana Rimoldi. Da qualche parte ho letto che le persone sorde sentono con la voce del cuore. “Sì, è vero, abbiamo un altro tipo di sentire. Oltre al cuore, sentiamo con tutto il corpo che ci fa da cassa di risonanza, sentiamo attraverso le vibrazioni, le emozioni. Ovvio, è un modo diverso di sentire ma ci sono delle onde che entrano nel nostro essere”. Olita non sente è vero, ma nella vita ha sempre cercato di rimanere comunque in collegamento con chi le capitava davanti. “Per me è fondamentale relazionarmi con le persone, quindi essere sorda per me non è un limite”. La voce del cuore io l’ho sentita. Non ho avuto bisogno d’altro se non di mettermi sulla frequenza dell’ascolto, quell’ascolto che va oltre ogni pregiudizio.


© Ti-Press / Samuel Golay
Pietro all'opera nel suo ristorante.

Tiziana Rimoldi
Presidente e coordinatrice dell’Associazione Sordità & Bilinguismo

Diplomata in ambito educativo, Tiziana è interprete di lingua dei segni da più di 20 anni. Attualmente si sta occupando soprattutto di educazione – attraverso una stimolazione cognitiva secondo il Metodo Feuerstein – nella disabilità, per esempio la Sindrome di Down, l’autismo ecc. Disabilità che spesso si manifesta anche nella comunicazione. “Sono bambini e ragazzi che sentono ai quali insegno la lingua dei segni nella modalità bimodale; io parlo accompagnando le mie parole con i segni così da fornire loro l’opportunità di imparare i segni per esprimersi, prima di essere in grado di parlare”. Tiziana ci tiene a sottolineare che la lingua dei segni è una vera lingua, al pari di tutti gli idiomi orali. “Per noi udenti non è semplice cambiare canale, trasmettendo tutto attraverso i segni, il corpo e soprattutto le espressioni facciali. Sul nostro volto ci devono essere tutte le sfumature possibili e immaginabili: la grammatica e l’umore per comunicare in maniera completa”. Non bisogna dimenticare – aggiunge Tiziana – che la lingua dei segni non è la lingua degli udenti ma è patrimonio delle persone sorde e quindi va rispettata”. In Ticino esiste un ponte tra udenti e sordi? “Dal punto di vista scolastico su ogni bambino sordo viene costruito un progetto, non sempre è facile ottenere un sostegno segnante. La nostra scuola non prevede molte ore di sostegno. Per quanto riguarda l’inclusione di adulti sordi nella società, secondo me, c’è veramente tanto da fare. Avendo contatto con loro giornalmente, mi rendo conto che incappano spesso in molte difficoltà come, per esempio, l’accesso a informazioni basilari”. Dobbiamo ricordare che per le persone sorde la lingua italiana scritta è una lingua straniera e pertanto è importante ci sia un’educazione ad hoc passando anche da lì. “Il mio sogno è che le persone sorde non siano più dipendenti, anche da un’interprete. Se loro potessero avere un’accessibilità maggiore – dall’ufficio pubblico alla televisione – tutto sarebbe più semplice”.
Maggiori informazioni: sordità-bilinguismo.ch


© T. Ottomano

Dominique Fidanza
Performer LIS (Lingua dei segni italiana)

“Una mia cuginetta sorda mi diede il la per iniziare il percorso di interprete LIS. Desideravo comunicare con lei ma percepivo un muro che ci divideva”. Era il 2014, Dominique aveva 35 anni e decise di seguire la formazione per interpreti dei segni a Lugano fino al 4° livello per poi perfezionarsi con un titolo accademico all’estero. “Mi sono poi resa conto che il mondo dell’interprete non era fatto solo di visite mediche, questioni burocratiche ecc. ma c’era anche un mondo artistico. Essendo musicista mi sono detta: “Perché la musica non può arrivare anche alle persone sorde?”. Ovvio, prima di me, ci aveva già pensato qualcun altro. Ho seguito questa onda e ho creato uno spettacolo: “Mitofonie”. Dominique mette in scena nel 2017 al Teatro Sociale di Bellinzona lo spettacolo eseguito totalmente in LIS. “La cosa più bella è stato il feedback dei sordi nel pubblico: nonostante non sentissero la musica hanno ricevuto l’essenza dell’esibizione tra vibrazioni, stimoli visivi e traduzione”. Per Dominique il mondo dei sordi è un mondo a sé, bisogna entrarci a piccoli passi, con molta delicatezza. “Ho imparato negli anni che le persone sorde possono essere diffidenti ed è necessario avere rispetto e assecondare i loro tempi. È un mondo che si disegna nell’aria, un mondo quasi poetico e immaginifico”.

Alexandra Nötzli
Direttrice regionale per la Svizzera italiana, Federazione svizzera dei sordi SGB-FSS

Lo sapevi che... 
• In Svizzera non vi sono statistiche ufficiali sul numero delle persone sorde visto che nessuno veramente ne tiene un conteggio. Pertanto le cifre si basano su esperienze e statistiche estere sulla percentuale di nascite di bambini sordi. In Svizzera,le persone sorde dalla nascita o affette da ipoacusia grave sono circa 10mila.
• I sordi non ricevono una rendita AI per la sola sordità. Se hanno altre patologie, però, una rendita è possibile, altrimenti vengono viste come persone normali. Vengono pagati i mezzi ausiliari (apparecchi acustici, impianti cocleari, disposizioni visive in casa o sul lavoro e gli interpreti in lingua dei segni) finché sono pensionati.
• In Svizzera, la lingua dei segni non è riconosciuta a livello Federale. Solo in alcuni Cantoni, come Zurigo e Ginevra, la lingua dei segni è pienamente accreditata. In Ticino ci sono dei promotori che hanno fatto partire una mozione con proposta di cambiamento legislativo per rendere questa lingua ufficiale sul territorio. La comunità della lingua dei segni conta in Svizzera almeno 20mila persone.
• Riescono a concentrarsi molto meglio degli udenti e hanno un raggio visivo molto più ampio degli udenti.
Maggiori informazioni: sgb-fss.ch

 

© Ti-Press / Samuel Golay
Guarda tutte le 8 immagini
Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved