le-lettere-di-clooney-e-le-stanze-di-clubhouse
ULTIME NOTIZIE Ticino7
Ticino7
5 gior

Naomi Brunschwig: dal Messico ai gioielli

È cresciuta in un rustico nei boschi della Val Colla. Nei suoi geni è rimasto tutto l’amore per l’oggetto decorativo e per la creazione artigianale
Ticino7
5 gior

La Ficcanaso e quello che non possiamo permetterci

“Oh che belle, ma lei che lavoro fa?”. La cortese signora del negozio parlava delle mie scarpe: eh, certe cose fanno ancora la "differenza"...
GALLERY
Ticino7
5 gior

Clarence, Martin e il capitolo della “Black History”

Ogni anno, il mese dedicato alla storia e al ruolo degli Afroamericani è febbraio. Ma il mio fu a giugno. Era il 2016, a Louisville, in Kentucky.
Ticino7
5 gior

Cosa significa davvero avere una malattia rara

Tra casse malati che non rimborsano i farmaci, sofferenza fisica e mentale, gente che non capisce. Alcune testimonianze
Ticino7
5 gior

Non pensare al Carnevale, non pensare all’elefante

A Bellinzona le fotografie dei vecchi carnevali cercano di lenire il nostro senso di vuoto. Ma che fatica
Ticino7
1 sett

Parchi per bambini: a che gioco giochiamo?

ʻIl gioco sa innalzarsi a vette di bellezza e di santità che la serietà non raggiungeʼ. Per questo progettare spazi stimolanti e originali è fondamentale
Ticino7
1 sett

Jole Agostinetti. Una signora da "palco"

Per decenni è stata nella sala del Gran Consiglio. Ora saluta l’amministrazione cantonale, che non perde solo una segretaria ma un punto di riferimento
Ticino7
1 sett

L’effetto farfalla (al dente)

Quando si scambia il massacro di un popolo per un villaggio vacanze, tutto è possibile. E per lavarsi la coscienza basta una spolverata di parmigiano
Ticino7
13.02.2021 - 14:210

Le lettere di Clooney e le stanze di ‘Clubhouse’

Chi vive in una relazione di copia lo sa: ogni tanto è meglio laciar perdere. E se hai qualcosa da dire, scrivilo (per il bene di tutti e a futura memoria)

Pubblichiamo un articolo apparso sabato su Ticino7, allegato a laRegione.

“Non mi pare che tu mi abbia mai scritto una lettera”. Quando ho letto che durante il lockdown George Clooney scriveva lettere periodiche alla moglie Amal, sua compagna di confinamento insieme ai figli gemelli di 4 anni, ho ritenuto importante fare un confronto con casa mia. Nessun intento polemico, volevo solo capire se davvero fossimo così diversi da George e Amal (non ridete!) anche laddove una somiglianza era a portata di mano: le parole, i contenuti. Perché un foglio di carta si può trovare anche in casa nostra, no? Ebbene, George lasciava delle lettere, scritte a mano, sparse in giro per casa. È la sua ricetta d’amore insieme a quella di assicurarsi un weekend al mese senza bambini. Davvero interessante e facilmente replicabile, mi sono detta. “E cosa dovrei scriverti? Ti vedo tutti i giorni?”. 
Il problema – in fondo – è lo stesso di Clubhouse, il nuovo social network arrivato dalle nostre parti a inizio gennaio. Trattasi di un portale su invito, al momento riservato ai soli utenti iPhone e basato sulle interazioni vocali tra partecipanti, suddivisi in stanze (private o pubbliche) di natura tematica. In pratica la fiera dei messaggi vocali, con l’aggravante dell’interazione in tempo reale e il brivido di discorrere con gente di cui non si potrebbe mai avere il numero di telefono (vip in primis). Per quanto mi riguarda, una raffigurazione dell’inferno. 
Intorno tutti mi dicono che ha enormi potenzialità, che è il futuro e che – questa la motivazione davvero diabolica – un’occhiata devo necessariamente darla, io che comunque mi occupo di comunicazione. Ho detto che no, non mi interessa, ho già fatto un giro di giostra nell’inferno di TikTok e fatto morire tutte le piante in casa. Non so pianificare la spesa della settimana: come posso occuparmi di un altro social network? Non ho tempo è la scusa principale, non ho spazio nella testa sufficiente per trovare uno spazio pure per i vocali di sconosciuti. Il dettaglio non trascurabile è che ridendo e scherzando non ho ancora trovato qualcuno che mi invitasse. Soprattutto, di cosa dovremmo parlare? 
Perché puoi pure trovare un pezzo di carta in casa e lasciarlo sul comodino di lui. Lo prenderà, stranito da un biglietto alla vigilia di San Valentino, aprendolo sospirerà di sollievo: “Compra latte, pane e uova”. Ognuno ha i contenuti che si merita.

 

Ingrandisci l'immagine
© Regiopress, All rights reserved