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07.11.2020 - 14:500

E il futuro del lavoro? Sarà donna

Secondo molti esperti, tipicamente ‘femminili’ sono le competenze che saranno sempre più richieste in ambito professionale. Anche agli uomini.

Pubblichiamo un articolo apparso su Ticino7, allegato del sabato a laRegione.

L’esperienza pandemica legata al Covid-19, che ha costretto molti al lavoro da remoto e a relazioni professionali a distanza, sta dimostrando la necessità di ripensare anche il modo di lavorare. L’attività lavorativa del domani, però, viene quasi sempre raccontata in un’ottica di scontro tra uomo e macchina, con robot destinati a prendere il posto degli esseri umani, sistemi di automazione che stravolgeranno i processi produttivi, computer usati per controllare la produttività. Pare manchi, invece, una narrazione su come il lavoro di domani inciderà sulle nostre vite. Su come le persone gestiranno tempo e spazi, su come evolveranno le relazioni, le identità e i modi di cercare un impiego. Mancherebbe, come sostiene Silvia Zanella nel suo saggio Il futuro del lavoro è femmina (Bompiani, 2020), una visione meno tradizionale dell’universo occupazionale, una visione che contempli una prospettiva “al femminile” sempre più necessaria. E quanto sia necessaria questa diversa prospettiva ce lo spiega proprio Zanella: “In un mondo del lavoro sempre più dominato dall’automazione e dalla robotica, serviranno le cosiddette soft skills, attitudini difficilmente replicabili dalle macchine, come la predisposizione alla soluzione dei problemi, la capacità di lavorare in gruppo, il saper puntare sulla comunicazione interpersonale, e ancora creatività, negoziazione, gestione delle aspettative, fiducia, condivisione. Sono quelle che vengono chiamate anche human skills e vengono attribuite solitamente al lavoro al femminile, anche se non sono assolutamente appannaggio solo delle donne. Chi, però, vorrà trovare spazio nel mondo del lavoro, uomo o donna che sia, dovrà possedere queste competenze”. 

Un nuovo approccio

Anche nelle modalità di organizzazione del lavoro dovrà emergere una visione al femminile. Siamo, infatti, abituati a un tipo di organizzazione aziendale legata al command and control, cioè a compiti assegnati da svolgersi in un tempo determinato, a una situazione opposta, di autogestione del lavoro. Però il sistema del command and control non funziona più nell’epoca del lavoro intellettuale come prosegue Silvia Zanella: “Ci vuole un’attenzione diversa, più femminile, un’attenzione che metta in gioco valori come l’etica, l’inclusività, l’attenzione all’altro, il rovesciamento della piramide classica delle gerarchie all’interno delle organizzazioni, una diversa concezione del proprio essere professionisti”. Femminili saranno quindi i modi di organizzare le aziende, perché le gerarchie rigide e il comando verticale non funzioneranno più in uno scenario complesso, veloce e incerto. Infine ci vuole più attenzione agli impatti del lavoro sulla vita delle persone come conclude Silvia Zanella: “Abbiamo dato troppa attenzione ai fenomeni macroscopici legati ai cambiamenti del mondo del lavoro e ci siamo dimenticati dei singoli. Dobbiamo recuperare la consapevolezza dell’importanza dell’apporto umano, individuale delle persone. E le donne sanno essere più efficaci perché riescono a far leva sulle competenze emotive e relazionali molto più degli uomini”. Insomma, ragazzi (maschi), pare sia proprio tempo di rimboccarsi le maniche...

SETTE CONSIGLI PER ENTRARE NEL FUTURO DEL LAVORO

Ecco alcune proposte tratte dal libro di Silvia Zanella: per non farci trovare impreparati di fronte alle sfide di domani.

1. Formazione continua
Non può più bastare quello che si è appreso all’università. Avanti!

2. Non aver paura di cambiare 
Svolgere le stesse mansioni per decenni può diventare una noia mortale e fonte di frustrazione.

3. Essere adattabili 
Anche se si è svolto un determinato compito sempre in un certo modo, non significa che vada ancora bene.

4. Essere consapevoli del valore del lavoro
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5. Essere accoglienti, gentili e morbidi
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6. Non avere paura di cooperare e condividere
Va bene la competizione, però lavorare in team alla fine paga. Soprattutto se la concorrenza è notevole.

7. Essere femminili
Uomini e donne devono sapersi affidare al femminile che è dentro ognuno di noi.

 

 

 

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