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25.07.2020 - 17:300
Aggiornamento : 28.07.2020 - 09:18

Il caldo e la vita (passando dai capelli)

L’estate scorsa pedalavi in bicicletta col vento tra i capelli e tutto quel fiorato che svolazzava. Oggi il tuo riflesso in una vetrina ricorda la bidella delle scuole...

Pubblichiamo un contributo apparso in Ticino7, allegato del sabato a laRegione.

Da piccola leggevo con avidità le rubriche di giornaliste di moda che facevano le pulci agli outfit di persone famose. In una pagina c’era il look promosso, immancabilmente sobrio fino a risultare anonimo e nell’altra, molto più interessante quanto lo è un albero che cade rispetto a una foresta che cresce, il look bocciato. 

Poco tempo fa mi è capitata di nuovo per le mani una di quelle riviste. È successo perché l’estate ci riavvicina ai giornali di carta, è successo perché nella borsa del mare non possono mancare la protezione solare, l’acqua termale e qualcosa da sfogliare. La rivista, dicevamo. La signora dal look bocciato è una donna bellissima ed elegante, sulla cinquantina. Indossa un lungo vestito a fiori. Il prototipo di quello che tutte noi cerchiamo in questi giorni di caldo asfissiante come “un modello bello fresco”. L’abito, smanicato, fiorato, leggero, magari di lino, stile impero con quella morbidezza in vita che ci fa sentire beatamente fresche e non costrette. La lunghezza arriva almeno al ginocchio ma siamo più generose di apprezzamenti per quelli lunghi fino alla caviglia, che ci fanno sentire protette e, aridaje, belle fresche.

Tutto bene fino a che non arriva quel momento della vita – lungi da me collocarlo in un’età precisa perché ciascuna deve sapere e autonomamente riconoscere le conseguenze dell’arcinoto effetto “dietro liceo davanti museo” – in cui l’abito, specie se lungo, specie se fiorato, diventa un nemico. L’estate scorsa pedalavi in bicicletta col vento tra i capelli e una molletta da bucato a evitare che tutto quel fiorato fresco finisse tra i raggi e oggi lo stesso outfit riflesso in una vetrina ti ricorda la bidella delle scuole elementari. Non c’è niente di fresco, in quell’immagine, men che meno i capelli lunghi che dovresti deciderti a tagliare e rendere meno fintamente biondi di così. I giorni prima del mare, in città, sono i più pericolosi. 

Ancora poche settimane e poi, una volta a portata di spiaggia, varrà tutto: i capelli spettinati, le lentiggini spruzzate in faccia, i vestiti bianchi. Da quelle parti, forse, potrai ritirare fuori anche il fiorato, lungo e fresco. Non male per portare le fette di cocomero a bordo piscina.

 

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