laRegione
emanuele-santoro-finche-c-e-vita-c-e-teatro
© Ti-Press / Samuel Golay
ULTIME NOTIZIE Ticino7
Ticino7
2 gior

Sotto lo sguardo vigile di Selene Alcini

Oggi è una agente di custodia in carcere, ma nelle sue molteplici vite precedenti si è dedicata a molto altro. È tutto "scritto" sulla pelle...
Ticino7
2 gior

Quelle "stranezze" del mondo animale

La natura e gli esseri viventi non mancano mai di stupirci. Per esempio, quando devono garantire la sopravvivenza della propria specie...
Ticino7
2 gior

Noi, loro, i forconi e i pop corn

Perché l'elezione di un nuovo presidente americano scalda il mondo intero e la nostra politica (svizzera ed europea) no? Io ho un'idea
Ticino7
3 gior

United Roads of America. Fra Covid-19 e i sussidi

Dal Maine all'Ohio, continua il nostro viaggio nell'ombelico degli Stati Uniti. Ricordando Marguerite Yourcenar e gli indiani Sioux
Ticino7
3 gior

Ricordiamoci delle violenze sulle donne. Sempre

Soprusi, pressioni psicologiche, schiaffi, prevaricazioni, pugni. La lista è lunga e dolorosa: ma le nostre sorelle, mamme, zie e nonne meritano tutto ciò?
Ticino7
1 sett

Trattalo male (per piacere). Il masochista della porta accanto

Eros & potere: uno strano groviglio di crudeltà, dominazione e sottomissione. E non si tratta del solito film...
Ticino7
1 sett

Burger King e l'amore da Whopper

Vendersi bene è importante quasi quanto stare bene. È così che nascono le grandi storie. Anche se poi passi le giornate a fare cose bizzarre, tipo...
Ticino7
1 sett

Molino Nuovo o l'estetica delle rovine

Al Canvetto una mostra celebra i suoi primi vent'anni con gli scatti del fotografo Igor Ponti. Sguardi sul presente e sui quali riflettere
Ticino7
1 sett

Alberto Pellanda ti prende per la gola

È panettiere, pasticciere e anche confettiere. Gestisce l’attività di famiglia a Intragna, dove è nato 44 anni fa.
Ticino7
1 sett

Dilemmi sullʼartista ai tempi della pandemia

Forse non ci salverà la vita e nemmeno l’anima, ma senza un pizzico dʼarte che colori avrebbero i nostri sogni?
Ticino7
2 sett

I migliori panchinari del jazz (secondo me)

Quali sono i dischi belli, bellissimi, ma che non rientrano nel solito canone dei primi 10? Ecco una possibile classifica, tanto per cominciare
Ticino7
2 sett

Quella "fortuna" di Victoria

Una famiglia siriana, una guerra assurda e senza fine, una casa che non c'è più. Poi la dea bendata volge lo sguardo, questa volta dalla parte giusta
Ticino7
2 sett

Il Metodo Mathieu: essere ragazzi al "Tempo delle mele"

Ovvero, quando i sogni diventavano la vera quotidianità. Perché essere giovani (mica fingere di esserlo) è la cosa più bella del mondo, si sa...
Ticino7
2 sett

E il futuro del lavoro? Sarà donna

Secondo molti esperti, tipicamente ‘femminili’ sono le competenze che saranno sempre più richieste in ambito professionale. Anche agli uomini.
Ticino7
2 sett

Emily e la meraviglia del corpo (che cambia)

Anche John Fante non se lo spiegava: "Quella cosa era dentro di lei e lei era remota, sdegnosa e beata". Che poi, più che un mistero e solo la vita.
Ticino7
28.06.2020 - 09:000

Emanuele Santoro: finché c'è vita, c'è teatro

Attore, regista, direttore artistico del teatro "il Cortile" a Lugano, oggi definitivamente chiuso causa di un nuovo progetto edilizio. Ma lui, quel bisogno di mettersi in gioco ce l'ha proprio dentro.

Pubblichiamo un contributo apparso in Ticino7, allegato del sabato a laRegione.

Eccoci davanti a un caffè in Piazza Riforma col fondatore del Teatro il Cortile. Il suo incontro col mondo della scena avviene? Per caso... “Una sera, nel novembre del 1984, andai a sbirciare le prove di una compagnia teatrale di giovani, all’oratorio di Tenero. L’attore principale bisticciò con gli altri e se ne andò, a un mese dal debutto. Accendendo le luci di sala mi videro e mi proposero di sostituirlo. Dopo un mese ero in scena. Sempre con loro, dopo qualche anno, iniziai a esplorare la regia”. Era iniziato per lui il cammino di una vita.

Fame di conoscenza

“A vent’anni ero curiosissimo e onnivoro. Leggevo, studiavo e andavo a vedere spettacoli dappertutto”. Poi arrivò l’ingresso nel circuito professionale e l’inizio dell’attività rivolta ai ragazzi, i microattori. “Anno dopo anno cresceva il bisogno di conoscermi e sempre più prepotente si manifestava il bisogno di trovare la mia strada. Un lungo apprendistato che mi ha visto, per anni, allievo di me stesso”. A distanza di trentasei anni e circa ottanta spettacoli, la ricerca della personalità teatrale continua tutt’oggi. Quanto al lavoro con i ragazzi, l’obiettivo per Emanuele Santoro, dal principio, è stato quello di fornire loro l’opportunità di scoprire e potenziare espressività e creatività del singolo individuo attraverso un percorso di gioco-lavoro teatrale. “Resto fermamente convinto che un artista senza spiccata personalità sia un artista incompleto. Non ‘stare per rappresentare’ ma ‘essere per divenire’, diceva Lee Strasberg, sintetizzando bene il ruolo che l’attore dovrebbe avere”.

Teatro libero e indipendente

L’idea di realizzare il Cortile – che oggi chiude per sempre a causa di uno sfratto arrivato sotto quarantena: al suo posto sorgerà una palazzina – nacque dal bisogno di libertà e indipendenza senza compromessi: “Valori, se così possiamo definirli, certamente ereditati da mio padre, in nome dei quali lui, nel corso della sua carriera di bravo sarto per signora, si è concesso il lusso (bontà sua) di rifiutare impieghi di tutto rispetto, come dalle Sorelle Fontana a Roma a fine anni Cinquanta e da Armani a Milano negli anni Ottanta, per dirne due, solo perché non amava vivere nelle grandi città, e perché preferiva lavorare da solo, nel suo atelier”. Dal padre eredita anche la risorsa della resistenza e qualcos’altro di più profondo e difficile da spiegare che però influisce sul suo lavoro… “Non so esattamente cosa sia, ma di certo è legato alla mia terra d’origine, il Salento. Crocevia di culture di cui conserva testimonianze architettoniche moresche e tradizioni linguistiche di matrice greca (il ‘griko’ viene tramandato ancora oggi nei nove comuni che compongono la Grecia salentina), caleidoscopio di colori, profumi e sapori che rapiscono i sensi, scrigno del barocco, con i suoi edifici, chiese e piazze belli da togliere il fiato, e custode di fenomeni culturali unici e affascinanti. Il tarantismo tra tutti, da cui i contagiosi ritmi sonori della taranta, o ‘pizzica salentina’”. Delle radici forti, impossibili da imbrigliare e definire con le parole, che influenzano il lavoro dell’artista in modo tangibile.

Uno, nessuno e centomila

Il tempo scorre, l’età avanza (quest’anno E.S. compirà cinquant’anni) e la storia si fa risentire sotto forma di sensazioni intense che si sovrappongono, a volte divergono… “Sensazioni e riflessioni da cui ho voglia di lasciarmi attraversare e condizionare, anche in fase di progettazione, creazione e interpretazione; il mio vissuto è li, e se qualcosa di interessante oggi ho da dire è solo in funzione di una visione dell’uomo che ho maturato nel tempo, e che mi ha fatto cambiare più volte prospettiva”. Un’indagine sempre presente e che nell’ultimo spettacolo, che ha debuttato appena prima della chiusura dei teatri per la pandemia, ha trovato nelle parole di Pirandello l’opportunità di avanzare. Uno, nessuno e centomila è un invito all’introspezione che dal palco raggiunge lo spettatore: “Qual è la nostra sostanza? Cosa siamo, per noi e per gli altri? L’immagine che ho di me coincide con quella che gli altri hanno di me? Ci conosciamo davvero? Possiamo conoscere soltanto quello a cui riusciamo a dar forma. Ma che conoscenza può essere? Eppure, non c’è altra realtà se non nella forma che diamo a noi stessi, agli altri, alle cose”. Tematiche forti ma anche semplici, chiare, dirette e universali. “Il senso del mio lavoro risiede proprio nell’opportunità che ho di stimolare una riflessione che, forse con presunzione, credo possa essere utile a tutti. Oggi non ho più un mio teatro, ma questo è un percorso che continua e che spero trovi sempre spazio per poterlo condividere con
gli spettatori. Qui o là, è lo stesso”.  Il teatro è vita. E finché c’è vita c’è teatro.

 

© Ti-Press / Samuel Golay
Guarda le 2 immagini
© Regiopress, All rights reserved