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08.06.2020 - 09:300

I colori di Natascia Maurino

‘Il colore di questo 2020 è il classic blu, una tonalità senza tempo, elegante nella sua semplicità’. Come quello intenso del mare che bagna la sua Sicilia.

Pubblichiamo un contributo apparso in Ticino7, allegato del sabato a laRegione.

Ci incontriamo in un caffè, fuori splende il sole. Natascia vive a Biasca, dove abita con la sua famiglia, ma è nata a Catania: “Adoro le montagne e il bosco vicino, il senso di comunità e la particolare atmosfera che ancora si respira qui”. Estetista e consulente d’immagine, da poco ha realizzato un suo sogno, aprire un’attività indipendente: “Appena ho messo piede in quello che poi è diventato il mio studio, ho sentito forte il desiderio di personalizzarlo, usando i colori pastello che prediligo”. Alle pareti si trovano anche dei suoi dipinti; la creatività non le manca, così come il desiderio di bellezza e armonia. Per sé e per gli altri, come in quel brano di Paola Turci, Tu fatti bella per te: un invito alla donna a non sottostare ai dettami che la vorrebbero schiava del desiderio di piacere agli altri, piuttosto che a sé stessa. Chiedo a Natascia cosa ne pensa e mi risponde parlando di obiettivi da raggiungere, soddisfazione personale, autostima, superando d’un balzo il “semplice” apparire. Quello che le sta a cuore è tirare fuori il potenziale di ogni donna, per avere più controllo sulle proprie scelte e maggiore determinazione. “Apparire è comunicare: esprimere qualcosa di noi che in una certa situazione ci può aiutare a raggiungere un obiettivo”, afferma. Come presentarsi al meglio a un colloquio di lavoro, a un evento, ma anche come sentirsi bene nella vita di tutti i giorni. E lo fa con l’estetista e la consulenza d’immagine, e applicando le tecniche di comunicazione del coaching.

Dal mare alle montagne 

Natascia ha intrapreso questa professione a Catania, dove viveva. Poi, diploma alla mano, è partita da una “città piena di colori, sapori ed emozioni” per trovare uno sbocco professionale e l’indipendenza. Prima tappa Como, dove trova lavoro e si stabilisce; poi Lugano, dove ha un nuovo impiego che le dà maggiore soddisfazione. Qui incontra il futuro marito, Cesare, e costruiscono la loro famiglia: “Diventare madre è la cosa più bella del mondo” , afferma gioiosa. Oggi che i figli sono cresciuti, lei può riprendere il suo percorso professionale, e una personale realizzazione attraverso il lavoro. E questo anche grazie a formazione e aggiornamenti che non ha mai smesso di seguire, come i corsi di comunicazione e psiconeurolinguistica legate alla consulenza e alla valorizzazione dell’aspetto fisico. Con il grande merito di riuscire a legare con armonia (e non è facile) le componenti della sua femminilità: essere madre e moglie, ma anche una professionista responsabile.

La nostalgia diventa arte 

D’accordo le nostre cime, ma non le mancano il Mediterraneo, i suoi profumi, le “atmosfere”? Natascia risponde in modo risoluto: è partita da casa giovane e le è sempre piaciuto conoscere nuovi luoghi… Lo sguardo è sincero, eppure i suoi dipinti paiono trasmettere anche altro. Forse un pizzico di umana nostalgia? 
La chiacchierata si fa più lenta, riflessiva ed esce il vero ‘motore’ della sua ispirazione: i ricordi dell’infanzia, la nonna, quel vivere tutto catanese. “Sarà che sono sensibile, sarà che sono siciliana ma ogni cosa la vedo e percepisco in modo intenso, si drammatizza anche facilmente” , dice sorridendo. Ma emerge subito la grande voglia di conoscere e imparare, che forse sovrasta altre emozioni: “Sono partita perché avevo il desiderio di nuove scoperte, di viaggiare, di aprirmi a nuove possibilità. Anche se la Sicilia è molto stimolante, sentivo l’esigenza di evadere. Forse per un mio bisogno d’indipendenza, che poi per me significa: so prendermi cura di me stessa?; sono in grado di avere il controllo su di me?”. Negli anni questa energia si è trasformata nel desiderio di sostenere gli altri, nel prendersi cura e tirare fuori il meglio da sé stessi: “Perché tutti abbiamo un grande valore e non sempre ce ne accorgiamo e riusciamo a svilupparlo”, conclude Natascia Maurino. Come darle torto.

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