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CARRENO BUSTA P. (ESP)
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3 set
(4-6 : 7-6 : 0-3)
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Fotografia © Ti-Press / Pablo Gianinazzi
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02.05.2020 - 16:020

La via di Barbara Bertozzi

In un paesino della Val Colla per ritrovare il senso dell'esistenza e nuove energia. E (ri)cominciare a vivere per scoprire sé stessi.

Pubblichiamo un contributo apparso in Ticino7, allegato del sabato nelle pagine de laRegione.

È nata a Chiasso il 16 maggio 1979. Ama cantare – anche se ammette di non aver ricevuto il dono dell'intonazione – ma dice di aver fatto pace con le sue corde vocali. Adora camminare in montagna, luogo dove sta meglio in assoluto (oggi, perché in passato non era proprio così). Le piace informarsi e leggere. Non potrebbe fare a meno della compagnia di Ginger, il suo cane. Dopo un passato a far quadrare conti, oggi si occupa di orientamento emozionale. E ci è arrivata attraverso vie tortuose di vita... oltre alle infinite curve che portano in Val Colla.

La montagna per molti rappresenta un luogo in cui il pensiero si sospende, dove tutti i sensi si connettono alla natura. Per altri, invece, è un posto che crea ansia da prestazione e fiato corto. “E pensare che da piccola scappavo dalle alte quote, non mi piaceva camminare, mi sentivo isolata. La vita è bizzarra, vivo a Bogno da 8 anni e ogni giorno per arrivare a casa da Tesserete faccio 81 curve, mi gira la testa solo a pensarci”. Barbara vive nella casa dei suoi nonni nel nucleo del paese, a circa mille metri sul livello del mare. “Da bambina non andavo volentieri a trovarli, il viaggio da Chiasso era infinito e l’idea di andare in quel luogo lontano dal mondo e così inospitale mi faceva rabbrividire”. 

Accoglienza

Spesso la vita ci invita ad affrontare ciò che non ci garba, ciò da cui fuggiamo. “Mi ero separata da poco. Dovevo cambiare casa. Non avevo molte disponibilità economiche, avevo due figli piccoli e dopo vani tentativi di vendere e affittare la casa dei nonni di Bogno mi ci sono ritrovata ad abitarla”. A dire il vero c’è stato un potenziale acquirente ma – maledetta sfortuna – “era alto 1 metro e 98 e la casa, essendo vecchia, aveva soffitti bassi e quindi: nada”. Barbara vive i primi tempi un po’ in crisi, si sente isolata, in una dimensione dove non si trova più. “Quando mi chiedevano se mi fossi sistemata bene, non riuscivo a trattenere le lacrime, ero davvero a terra. Bogno e la sua popolazione mi hanno accolta a braccia aperte, si ricordavano di me, mi sono stati vicini senza mai essere invadenti. Oggi ci ripenso e mi si riscalda il cuore”. Barbara ha sempre avuto il desiderio di condividere e creare occasioni di incontro tra le persone, ma “non è evidente essere la nuova arrivata in un paesino della Val Colla. A piccoli passi, però, sono riuscita a crearmi il mio piccolo mondo, a farmi conoscere e a conoscere a mia volta”. Il fatto di vivere in un luogo non proprio semplice ti porta ad essere probabilmente più chiuso, riservato e forse diffidente.

Il tempo ha una nuova forma

Da quando vive in valle, Barbara ha scoperto una nuova forma di tempo e spazio: “È come se tutto si vivesse in maniera più lenta, semplice. Non c’è la frenesia, la schiavitù delle lancette dell’orologio. All’inizio avevo la sensazione di galleggiare in un’altra epoca: vedere i papà vestiti da cacciatori che accompagnavano i figli a scuola e poi pronti ad avventurarsi a inseguire la loro preda...mancava solo Cappuccetto Rosso e sembrava di stare in una fiaba”. “Quando ho lasciato andare la repulsione e i pregiudizi legati a Bogno, tutto ha cambiato colore. Un po’ come se mi avessero regalato un nuovo paio di occhiali dai quali vedevo più nitidamente”. Barbara ci ha messo qualche anno prima di sentire che la Val Colla non era una punizione, ma un’opportunità per elaborare e superare dei nodi del passato. “È stato meraviglioso a un certo punto sentirmi a casa. Un po’ come se mi fossi riconnessa a delle radici che mi chiamavano da tempo”. 

Orientamento emozionale

Dopo anni passati a lavorare su sé stessa per comprendere chi era – e il viaggio non è ancora finito – Barbara si imbatte nei Fiori di Bach, ed è amore a prima vista. “Da lì si è aperto un universo sottile, meno materiale e più introspettivo che mi ha fatto scoprire un benessere reale interiore. Ero al settimo cielo, quella era la mia strada”. Mollati i conti economici e i bilanci Barbara si dice: ora o mai più! “Ho aperto uno studio a Tesserete, una piccola oasi che ho creato con l’intento semplicemente di dare la possibilità alle persone di conoscersi meglio attraverso la natura. Sono sempre più convinta che quando si ascolta la propria passione, quello che il cuore sussurra – nonostante a volte la mente urli – tutto si manifesta intorno affinché il proprio intento si possa compiere”. In tre anni di attività Barbara confessa che non è sempre semplice, ha dovuto fare i conti con la paura di non farcela, la tentazione di mollare perché i ricavi a volte non superavano i costi – mannaggia alla contabilità. “Ogni persona che è entrata in negozio mi ha sempre donato qualcosa. Mi rendo conto che questo tipo di scambio è stato un motore propulsore per andare avanti, amando quello che faccio, e facendo quello che amo”.

Fotografia © Ti-Press / Pablo Gianinazzi
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