© Elia Crotta
Ticino7
22.06.2019 - 17:250

In sella con Elia Crotta

19 anni e tanta voglia di vincere. Impegnato nel campionato Coppa Italia, il centauro bellinzonese si racconta tra passioni e velocità.

Pubblichiamo un contributo apparso su Ticino7, disponibile anche nelle cassette di 20 Minuti per tutto il fine settimana.

Il suo rumore preferito non è quello del cantiere della stazione FFS di Bellinzona, dove ci incontriamo, ma il motore della sua «Honda CBR1000RR». Elia gareggia nel campionato Coppa Italia, categoria «Amatori 1000 Pro»: è l’unico svizzero nella sua categoria. «Al Mugello, l’anno scorso, era il primo anno che usavo la 600 di cilindrata. Stavamo girando abbastanza forte e partivamo 12esimi mi pare. Sono stato col gruppo di testa per tutta la gara, poi gli ultimi due giri mi hanno mollato un po’. Ma stare con quei piloti più esperti è stato il massimo!» racconta. 

Passione di famiglia
«A 14 anni ho iniziato con le piccole cilindrate per poi passare al ‘mille’ di adesso. È una cosa di famiglia, mio padre mi ha sempre portato con lui quando faceva le gare, a Brno, a Digione... Ne ho girati tanti di posti con lui!» racconta. Questo 19enne, alto, bruno e atletico sembra nato su una sella. «Giravo già da piccolo con una pit bike (piccole moto da strada e fuoristrada, ndr), finché un giorno mio padre è arrivato a casa con il volantino di un campionato 125 che mi ha ispirato e subito ho detto: sì, cominciamo!». 
La sua «scuderia» è di famiglia: lui che guida, suo padre e un amico che fanno i meccanici. «È bello e funziona bene. La moto va regolata ad hoc di ciclistica ed elettronica per ogni circuito e per ogni condizione meteo. Io dico le mie sensazioni a mio padre e lui mi ‘setta’ la moto. Ne parliamo e decidiamo!» spiega. Gli chiediamo di farci un esempio: «L’ultima volta a Misano la moto mi allargava molto in uscita di curva, quando aprivo il gas, di conseguenza l’abbiamo alzata dietro e irrigidita, così la moto era un po’ più caricata sull’anteriore e girava meglio» racconta. 

Velocità
Quanti secondi da 0 a 100 km/h? «Oh, due, tre secondi, ma poi si toccano i 300 km/h circa! Io arrivo a 280-290 km/h, ma la velocità non mi ha mai fatto paura!» dice. E ci mancherebbe. Ma alla mamma? «Fa fatica, ha paura chiaramente, e anche mio padre, ma lui lo dà meno a vedere». 
Ricorda la prima volta cosa ha provato? «Tanta adrenalina, quando cominci è difficile smettere, non ti stacchi più. E si cade, ci si urta con gli altri piloti, perché in griglia di partenza gareggiano circa in quaranta. 
«Le cose brutte sono le cadute e io di botte ne ho già prese! Ci si fa male dappertutto, dipende, la più tipica è la classica chiusura del davanti, quando sei in curva completamente piegato e lo sterzo si gira e scivoli sul fianco. Fortunatamente l’unica cosa che mi è capitata è stato di rompermi un piede» ricorda. 

Quello della Honda
L’aiuto del padre è sempre stato importante sulle traiettorie, su come guidare. «Adesso l’allievo ha superato il maestro! (ride, ndr). Però mi dà sempre una mano». Il mentale è importante, ma c’è anche tanto allenamento fisico. «Sì, non sembra, ma è faticosissimo! Mi alleno tre volte a settimana in palestra, vado anche in bici, faccio salite, mi alleno più che posso in moto chiaramente e sulle pit bike. La moto si guida al 60% con le gambe e il resto con le braccia. La moto pesa e portarla in curva è dura» spiega. 
Elia è l’unico che corre su una Honda. «È una moto snobbata, sono l’unico perché è la meno potente sulla carta, ma solo sulla carta! Ha un grande potenziale, mentre le altre sono soprattutto Yamaha, Bmw, qualche Suzuki e Ducati» spiega. 

’Provare, provare, provare‘
Il suo mito? Un tale Valentino Rossi. «Ma cerco di imparare da tutti, guardo sempre la traiettoria che fa chi mi è davanti, dove apre il gas, dove frena eccetera». Una gara memorabile? «La prima di quest’anno, a Misano ad aprile, la prima volta col mille: aveva piovuto, il risultato delle qualifiche era da 14esimo posto ma in gara sono partito bene e alla fine, rimontando e rimontando, sono finito sesto» dice. 
Elia ha appena finito l’apprendistato di frigorista in una ditta di Claro; il lavoro gli piace, eppure il sogno rimane, anche se sa che è difficile. «Se ci fosse la possibilità, lo farei subito. Oggi sono il più giovane nella mia categoria, ho ancora tanta strada da fare, ma penso che non smetterò mai di andare in moto, perché l’età non c’entra» dice. 
Un consiglio a chi vorrebbe iniziare? «Siccome è impossibile andare forte subito, a meno che sei un talento innato, più di salire in sella non c’è: devi provare, provare e non mollare!» conclude. Mentre scriviamo lo attende il circuito romano di Vallelunga, poi a luglio il Mugello e a fine settembre Misano. Auguri Elia, una gasata e via! 

 

IL PERSONAGGIO
Elia Crotta è nato il 13 marzo del 2000 a Bellinzona. Da poco diplomatosi frigorista, l’anno scorso ho disputato la Pirelli Cup con una 600 cc, classificandosi 9° in generale  e 1° di categoria. Ama la musica roc e il suo hobby principale è la bici, con salite e rispettive discese nei sentieri di montagna, e downhill nei bikepark. Quale allenamento pratica spesso il motocross e il motard. Il suo circuito preferito è Digione, «per suoi ripidi saliscendi», a pari merito con Valencia («che oltre alla pista è anche una bellissima città»).

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