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22.06.2019 - 11:000

Due ruote, una testa

La moto è sovente la protagonista di incidenti con gravi conseguenze. Anche per questo nel 2002 è nata Timoto

Pubblichiamo un contributo apparso su Ticino7, disponibile anche nelle cassette di 20 Minuti per tutto il fine settimana.

Riesco a parlare con Niklaus Jungi, da Bruzella, nel tardo pomeriggio mentre chiude la sua giornata di lavoro. La sera prima è stato impegnato sino «a tarda ora col motoclub», i Midnight Riders, che qualche giorno fa si sono ritrovati a Sant’Antonino «per offrire una birra a tutti i biker che venivano a trovarci». Niklaus – ma per gli amici è semplicemente «Nico» – è presidente di Timoto, organizzazione nota anche come Unione Motociclistica Ticinese (timoto.ch) e fondata nell’ottobre del 2002 allo scopo di riunire i motoclub ticinesi, rappresentare i motociclisti del nostro cantone ed esserne portavoce in seno alla Federazione Motociclistica Svizzera (FMS), «di cui siamo una sorta di filiale», sottolinea con un certo orgoglio Nico. Ad oggi Timoto raccoglie circa 300 affiliati, mentre la FMS ne conta in tutta la Svizzera almeno 8’000.

Sul territorio, per la sicurezza
Tra gli statuti di Timoto vi è la promozione del «motociclismo in tutti i campi» e l’organizzazione «di uscite, raduni, feste e gare su proposta dei Moto Club affiliati», e questo da oltre un decennio. Ma non si tratta di un semplice gruppo di «svalvolati sulla strada», riprendendo il titolo di una nota pellicola del 2007. C’è molto altro. Nel maggio del 2003 l’Unione Motociclistica partecipò con 500 motociclisti di tutto il cantone alla manifestazione contro la proposta di limitare a 80 km/h la velocità delle moto in autostrada, idea contenuta in un rapporto elaborato allora dal Dipartimento dei Trasporti e inserito nel progetto «Visione zero». Proprio in seguito a questa manifestazione «abbiamo pensato di fare qualcosa per la sicurezza dei centauri, organizzando dei corsi di guida con degli esperti professionisti con il motto Sicurezza per i motociclisti... dai motociclisti», racconta Nico; «da allora organizziamo un corso in primavera, per i motociclisti che riprendono in mano il loro mezzo dopo la pausa invernale». 
E sempre con lo scopo di riprendere confidenza col proprio mezzo, da alcuni anni Timoto organizza anche un corso di perfezionamento specifico sull’impostazione delle curve, la tenuta della traiettoria e la frenata. Elementi che si sommano all’importanza di un abbigliamento corretto, la necessità di controllare in modo accurato lo stato del veicolo e sensibilizzare i motociclisti su come comportarsi in gruppo o quando devono affrontare lunghi viaggi.
«Da 5 anni noleggiamo anche un circuito riservato unicamente per i motociclisti ticinesi» ricorda Nico: «Andiamo in pista per educare e migliorare il modo di condurre in tutta sicurezza. Il vantaggio della pista è che non ci sono veicoli che procedono in senso inverso, non ci sono ostacoli come paracarri, guardrail e marciapiedi». Come noto sono proprio questi i maggiori pericoli per chi viaggia sulle due ruote... oltre naturalmente ai comportamenti scorretti e imprudenti da parte degli altri utenti della strada. «Percorrendo molti chilometri ogni anno in Ticino, mi rendo conto delle molte insidie che l’asfalto nasconde. Per esempio, quelle spesse e terribili stuccature nere con le quali vengono chiuse le crepe. Quando la strada è umida o molto calda sono una trappola per chi viaggia su una moto o uno scooter... Per non parlare dei tombini in metallo o di quella assurda tendenza a decorare la parte centrale delle rotonde con oggetti di varia natura: nel caso di incidente  o perdita di controllo, rischi di finirci contro con conseguenze che vi lascio immaginare». 

Prudenza e luoghi comuni
E come la mettiamo con quei motociclisti che non conoscono limiti di velocità, che prediligono i sorpassi a destra, che confondono le strade cantonali coi circuiti e che prediligono le gare di accelerazione e velocità assoluta? Nico è perentorio: «Le regole ci sono e vanno rispettate. Timoto è per la sicurezza e la promozione di un guida rispettosa. Ma è necessario essere anche molto chiari: non tutti quelli che viaggiano con due ruote e un motore sono dei motociclisti. Prima di tutto il nostro cantone è spesso percorso da centauri stranieri, che a volte esagerano non conoscendo e valutando le nostre strade e passi di montagna. E poi la diffusione massiccia di scooter e maxi-scooter ha portato molti patentati ticinesi a muoversi in sella per evitare il traffico, ma spesso senza avere molte nozioni su ciò che hanno acquistato, su come va guidato il veicolo, soprattutto da un punto di vista tecnico, di dinamiche legate alla ciclistica, di comportamenti in frenata e non da ultimo di visione e impostazione della strada e delle curve». Dunque secondo voi vi sarebbero carenze a monte, legate al rilascio delle licenze di condurre e di come vengono condotti e valutati gli esami pratici? «Credo che fare un giretto sulla strada e uno slalom tra i coni non possa bastare» afferma Nico. «Da questo punto di vista si può e si deve migliorare, in modo da avere conducenti che sappiano conoscere e padroneggiare al meglio il proprio mezzo in tutte le condizioni». Come più volte ribadito anche da alcuni club di automobilisti presenti in Svizzera, la creazione di un circuito motoristico stabile e di livello internazionale aiuterebbe non poco anche in questa direzione, potendo così organizzare nel nostro Paese (e non all’estero) giornate specifiche per chi vuole migliorare e mettere alla prova sé stesso e la propria moto. In tutta sicurezza. Un appello lanciato alla politica che sottoscrive anche Timoto, pensando soprattutto ai più giovani, purtroppo poco presenti nei motoclub locali. Perché? «Non paiono avere voglia di impegnarsi in eventi e promozioni; molti  vedono la motocicletta solo come strumento di libertà, e dunque di trasgressione». Un appello che Nico lancia agli Under 40: servono forze giovani, che oltre alla moto ci mettano passione.

Corsi di guida e sensibilizzazione
«Fast» Claudio Vanzetta e «Popeye» Marzio Fraschina sono i maestri conducenti incaricati dall’Unione Motociclistica Ticinese per realizzare corsi di guida dedicati ai loro associati. Appassionati di moto e con esperienze diverse alle spalle – Claudio ha anche gareggiato a livello europeo e mondiale nella categoria delle 250cc –, entrambi accomunati dallo stesso ideale, «quello di saper vivere la motocicletta in totale simbiosi con l’ambiente circostante grazie ad una guida sicura e divertente» sottolinea a Claudio. Che prosegue: «Sono tre i valori di base che cerchiamo di promuovere sempre nei nostri corsi, attraverso la teoria e gli esercizi pratici: sicurezza, capacità e competenze tecniche ed educazione stradale. La prima, la sicurezza, è imprescindibile ovunque noi siamo e in tutto quello che facciamo. È un aspetto estremamente complesso, soprattutto per noi motociclisti che circoliamo su due sole ruote e non disponiamo di protezioni fisiche,  come invece hanno, per esempio,  gli automobilisti. In questo ambito ogni conducente deve saper valutare con anticipo i rischi che la circolazione stradale comporta e sapere quali possano essere le reali conseguenze. Per capacità tecniche intendiamo saper padroneggiare la motocicletta con una corretta tecnica di guida, mentre le competenze ci permettono di eseguire traiettorie corrette applicando una puntuale tecnica dello sguardo. Le competenze permettono anche di interagire in modo ottimale con le moderne tecnologie presenti nei veicoli (Power Delivery, Traction Control, ABS, Antiwheeling, Engine Brake eccetera), e saper riconoscere un accurato stato della motocicletta. L’educazione stradale invece deve far parte del nostro modo di agire, sia che ci troviamo in una strada trafficata sia in circuito. Perché le insidie sono dietro l’angolo e la posta in gioco è alta. Parliamo della nostra vita».
Claudio e Marzio collaboriamo  volentieri con Timoto, anche perché li accomunano passione e valori, e assieme agli affiliati possono praticare corsi di perfezionamento con diversi livelli di difficoltà, «su strada e su circuito, creando sempre un ambiente appassionato e positivo.  I nostri corsi si rivolgono a chi desidera aggiornarsi e perfezionarsi
– chiarisce Claudio Vanzetta –: sono parole chiave alla base della sicurezza, anche in moto. Perché perfezionamento significa anche allenamento, crescita costante mentale e pratica per una gestione fluida, naturale e ottimale del proprio mezzo». Il circuito, in particolare, permette di conoscere i propri limiti. «Molti incidenti motociclistici sono causati da una lettura errata o parziale della curva: di conseguenza si entra troppo veloci e con una traiettoria sbagliata, in genere non si ritarda abbastanza l’entrata, trovandosi poi in contromano alla fine della piega...».
E la frittata è fatta. Meglio evitare di farsi male, che dite? 

 

SETTE CONSIGLI PER CHI GUIDA
1. Manutenzione regolare del veicolo.
2. Abbigliamento corretto da motociclista.
3. Aggiornarsi e perfezionare negli anni le proprie capacità e stile di guida
4. Condurre una motocicletta solo se si è in buone condizioni psicofisiche per mantenere la concentrazione.
5. Guardare lontano, applicare una corretta tecnica dello sguardo per non farsi sorprendere da ciò che succede sulla strada.
6. Riconoscere i propri  limiti, guidare in modo consapevole, affrontare le curve con una velocità adeguata
7. Attenzione alla guida in gruppo: mantenere le distanze, guidare in formazione «disassata» e non lasciarsi trascinare dalle imprudenze.

 

COME VESTIRSI IN SETTE PUNTI
L'odierno mercato dell'abbigliamento si è sviluppato grazie allo studio di nuovi materiali tecnici, e sono state trovate soluzioni per ogni tipo di utilizzo garantendo comfort, sicurezza e spesso anche eleganza. Ecco alcuni suggerimenti per una guida in tutta sicurezza:

Casco
Meglio integrale e attenzione alla taglia! Spesso riscontriamo conducenti che scelgono taglie troppo grandi, fatevi consigliare da rivenditori professionali.

Giacca
Sempre con protezioni, non togliete le maniche quando fa caldo!

Pantaloni
Preferite quelli lunghi e meglio se dedicati alla moto, oggi esistono sul mercato soluzioni sicure e comode.

Scarpe
Alte e ben allacciate in modo da proteggere le caviglie. Il tempo degli zoccoli e delle ciabatte è ormai superato.

Guanti
Sempre indossati, anche nei periodi estivi.

Paraschiena
Una protezione fondamentale: come per i guanti, andrebbe sempre indossato.

Airbag
Tra le novità a favore della sicurezza e della protezione fisica, è vivamente consigliato l'acquuiato di sistemi airbag integrati nel paraschiena, e che possono essere indossati con qualsiasi giacca.

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