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Nato a Capo Verde, sul ring ci arriva all’età di 18 anni e nel 1985 si trasferisce in Ticino. Volete incontrarlo? Aprite la porta del Boxe Club Locarno.
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23.02.2019 - 17:350

Ticinesi nel Tubo: wespace e i nuovi registi della rete

La Rsi inaugura ‘wetube’, un moderno studio di produzione gratuito per creare, collaborare e imparare

Uno spazio aperto ai creativi digitali: videoblogger, cantanti, attori. Una moderna redazione-studio per la produzione di video e contenuti multimediali destinati a YouTube e ai social network, utilizzabile liberamente da chiunque abbia una bella idea in testa. Nasce così wetube, lo spazio che RSI – prima in Svizzera – inaugura il 22 febbraio presso la sua sede di Besso. Lo scopo: mettere a disposizione gratuitamente tutti gli strumenti per creare contenuti di qualità, ma anche agevolare la formazione e la condivisione delle proprie esperienze.

Nativi digitali

«L’idea è quella di aprire sempre più la televisione pubblica ai nativi digitali», spiega il direttore Maurizio Canetta; «i filmati resteranno di proprietà dei loro creatori, non vogliamo imporre il ‘marchio’ RSI. Ma gli YouTuber potranno confrontare spunti e progetti, fra di loro ed eventualmente con le redazioni di Flex e SPAM». Ovvero con i magazine social di RSI, creati da nativi digitali che faranno di wetube la loro nuova casa. Quella di Flex (rivolto a un pubblico tra i 12 e i 16 anni) e SPAM (dai 15 ai 25) è una comunicazione fatta di video brevi ed efficaci, fruibili su YouTube e sui social. Insieme a Nouvo, coi suoi «cortissimi» dedicati all’attualità, costituiscono «iniziative che partono dai bisogni di queste generazioni e dalle loro aspettative, invece di imporgli qualcosa di estraneo. Si parla con i ragazzi e li si fa parlare, di temi divertenti ma anche più difficili», racconta Canetta; «tutorial, informazione, interviste a giovani sportivi, cantanti, startupper… storie normali che racchiudono qualcosa di eccezionale». E che riscuotono già un notevole successo, con migliaia di follower e centinaia di interazioni giornaliere.

Dalle pantofole all’iPhone

La sfida è raggiungere un pubblico per il quale la televisione non è più intrappolata nel salotto di casa, cristallizzata nel trittico divano-pantofole-tubo catodico, ma passa dagli schermi di tablet e smartphone. Una comunicazione i cui contenuti devono essere accessibili ovunque, a chiunque, in qualsiasi momento (on demand, per dirla all’inglese). Le vecchie barriere saltano: la stessa persona che ha appena guardato un servizio giornalistico può girare un video per dire la sua, pubblicarlo immediatamente su YouTube, Facebook o Instagram, coinvolgere altri nella ‘conversazione’.

In questo senso, wetube si inserisce in quel processo di «democratizzazione» creativa resa possibile da tecnologie ormai universalmente accessibili. Garantisce piena libertà, ma è anche un modo per avvicinarsi a «quei criteri di correttezza, equilibrio e attendibilità che sono la cifra del servizio pubblico», che per Canetta «sono comunque compatibili con una certa idea di ritmo e leggerezza». Modi, temi e linguaggi nuovi in un momento in cui «come media stiamo cambiando pelle, preoccupandoci di distribuire i nostri contenuti su tutti i canali a disposizione». Una dinamica che promette di rinnovare anche la televisione tradizionale, «per esempio integrando sempre più questo tipo di produzione nelle trasmissioni più classiche».

Incubatore

Situato a due passi dalla stazione di Lugano, wetube si ispira agli YouTube Space sorti in tutto il mondo, da Los Angeles a Tokio, da New York a Berlino: spazi di creazione e incontro che hanno visto nascere numerose star del web 2.0. Quello che ci aspetta a Besso è un arioso open space – per l’ideazione dei video e per la collaborazione orizzontale – e uno studio di produzione completo di attrezzature professionali, ma ideali per un utilizzo immediato e autonomo. Il tutto accessibile su appuntamento e su prenotazione. In futuro si prevedono pure momenti di formazione, anch’essi gratuiti, su temi che spazieranno dalle tecniche di produzione alla padronanza degli strumenti narrativi. Largo ai giovani e ai creativi.

 

***
RAGAZZI NOSTRANI (Avviso ai parenti: testi spinti)

Creato nel 2005, YouTube è il secondo sito web più visitato al mondo (dopo Google, che
ne è proprietario). I suoi video raggiungono oltre un miliardo di utenti al mese. Anche alle nostre latitudini, costituisce il canale più efficace per giovani artisti e videomaker. Eccone alcuni:

Jon SRIC

Da Mendrisio, 173mila iscritti al suo canale, posta video esilaranti spesso introdotti dal tormentone «il fatto è questo» (#IFEQ). Risponde a domande fondamentali come «perché svapare la menta se puoi svaparti il curry?» ed «è buono il succo di pomodoro frizzante?».

(Occhio ché ci sono le parolacce)

Mattak Poche Spanne

Davanti a decine di migliaia di follower su ciascuno dei numerosi social, il rapper di Comano costruisce ipnotici labirinti ritmici e ci infila dentro versi da distopia urbana. Spacca (si dice ancora «spacca»?).


Swampe

Centomila iscritti sul Tubo. Propone quiz (gli «Idiotatest»), scherzi («Vendo la mia fidanzata al citofono») e altre trovate che vi faranno perdere un sacco di tempo, dipingendovi sulle labbra un sorriso beato.

 
Shanti Lives

Con uno stile spigliato e molto onesto, l’aspirante attrice locarnese discute con i suoi oltre 280mila «seguaci» le sue «avventure nel cercare di vivere una vita migliore», spaziando dalla sessualità alla moda.

 

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