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Il giaguaro, un felino silenzioso © WWF International.
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02.05.2020 - 10:000

Gli animali più solitari del mondo

Partecipa al concorso 'Giardini naturali'

Sul pianeta esistono alcuni animali “esperti” di autoisolamento. Noi umani siamo esseri sociali: raramente, infatti, trascorriamo un giorno in assenza di una qualche forma di interazione con altri individui della nostra specie. La grave emergenza sanitaria provocata dal coronavirus sta costringendo le persone in tutto il mondo a trascorrere più tempo da sole a casa, spingendo molti ad affidarsi alla comunicazione digitale per connettersi ai propri cari.

Per molti animali, tuttavia, l’autoisolamento non è qualcosa di nuovo, ma appartiene al proprio istinto. Da alcuni mammiferi terrestri a diversi abitanti degli oceani, molti scelgono di vivere in solitudine buona parte della loro vita. Ve ne presenteremo dieci. Si tratta di animali noti, ammirati e che per certi versi hanno delle particolarità che fanno sorridere. Solitari tranne che nella stagione degli amori: l’unico periodo dell’anno dove anche se solitari ci si incontra con i propri simili per garantire alla specie la sopravvivenza. Ovviamente, la lista potrebbe essere molto più lunga.

Tartarughe marine. Le tartarughe marine sono nuotatrici formidabili: in alcuni casi nuotano per migliaia di chilometri in solitaria tra le aree di alimentazione e i siti di nidificazione. Preferiscono interagire e riunirsi con un loro simile solo per brevi periodi, come quello riproduttivo. Le tartarughe passano gran parte del loro tempo in mare aperto. La femmina, infatti, dopo aver deposto le uova sulla spiaggia, torna in mare, lasciando che le uova si schiudano dopo il periodo di incubazione sotto la sabbia. Una volta nati, i piccoli inizieranno un lungo viaggio – anche questo solitario, non ci sarà nessuno a insegnare loro come fare – nell’oceano, dove, se riusciranno a sopravvivere, rimarranno soli per molti anni prima di tornare in acque vicine alla costa per riprodursi.

Balenottere azzurre. Gli animali più grandi del pianeta, le balenottere azzurre, nuotano solo occasionalmente in piccoli gruppi. Normalmente si muovono sole o in coppia. Il loro cuore è grande come un Maggiolino Volkswagen e il loro stomaco è costruito per mangiare più di 3 tonnellate di krill al giorno. Questi giganti dell’oceano cercano un compagno solo durante il periodo dell’accoppiamento e comunicano tra loro usando vocalizzazioni a bassa frequenza, tra 10 e 40 hertz. Ma la più solitaria pare essere la balena “52 hertz” – chiamata così per la frequenza con la quale cercherebbe di comunicare –, che a causa di un “difetto di pronuncia” non riuscirebbe a comunicare con i suoi simili. Questo esemplare è stato identificato nel 1989.

Leopardi delle nevi. I leopardi delle nevi sono predatori solitari. Queste creature elusive sono generalmente attive all’alba e al tramonto, e capaci di uccidere prede grandi fino a tre volte il loro peso. Questi felidi non hanno paura di vivere una vita in solitudine, e si muovono su territori estesi per centinaia di chilometri quadrati. I leopardi delle nevi incontrano altri individui della propria specie solo durante la stagione degli amori. Dopo questo breve periodo i maschi continuano la loro vita solitaria, mentre le femmine hanno il compito di allevare la prole. Infatti, quando le fototrappole riprendono più esemplari, allora si tratta sempre di una mamma con i propri cuccioli.

Orsi polari. Gli orsi polari sono i più grandi carnivori terrestri e passano la maggior parte delle loro giornate sulla banchisa polare, in cerca delle loro prede preferite, le foche. A questo gigante dell’Artico non dispiace vivere una vita semi-solitaria e, se si esclude la ricerca attiva di un partner per l’accoppiamento in primavera e all’inizio dell’estate e l’allevamento dei cuccioli da parte delle femmine, gli orsi polari adulti tendono ad essere del tutto asociali.

Questa caratteristica è evidente anche durante il periodo degli accoppiamenti: i maschi cercano attivamente le femmine, seguendo il loro odore e, una volta trovate, rimangono con queste il tempo strettamente necessario (circa una settimana) per poi separarsi. Ultimamente, però, a causa dei cambiamenti climatici e spinti dalla fame, sono stati osservati molti esemplari vicino a zone abitate, mentre rovistano nella spazzatura. La crisi climatica, infatti, è anche questa: spinge animali che di solito preferiscono stare soli a stare insieme ad altri simili pur di non morire di fame. Un’immagine triste, che rende l’idea di quanto sia necessario cambiare rotta e frenare i cambiamenti climatici.

Giaguari. Come per il leopardo delle nevi, anche la vita dei giaguari è pressoché solitaria, ma solo fino alla stagione degli amori: in questo periodo i giaguari possono accoppiarsi fino a cento volte al giorno. Questi animali preferiscono cacciare da soli utilizzando spesso la tecnica dell’agguato, arrampicati sopra un albero. A differenza della maggior parte degli altri grandi felidi, i giaguari amano l’acqua e si divertono a fare bagni solitari e a volte anche a cacciare pesci nei fiumi.

Orango. Conosciuti per la loro caratteristica pelliccia rossa e la loro intelligenza, gli oranghi in natura fanno una vita semi-solitaria. Trascorrono la maggior parte del loro tempo appesi agli alberi, muovendosi rapidamente tra i rami. Gli oranghi solo raramente si riuniscono in grandi alberi da frutto, dove le femmine adulte passano diverso tempo con i loro figli. Gli unici oranghi che condividono la propria quotidianità con altri simili sono proprio le femmine con i loro cuccioli: le cure parentali, infatti, possono durare fino a 6-7 anni.

Panda giganti. Il panda gigante è generalmente un animale solitario e pacifico. Questa specie ha sviluppato un olfatto molto evoluto, che da un lato aiuta i panda a trovare un potenziale partner in primavera, dall’altro gli permette di evitare il contatto diretto con gli altri simili, aiutandoli a mantenere il proprio isolamento durante il resto dell’anno. Come molti altri animali solitari, questi mammiferi simbolo del WWF e di tutte le specie minacciate, trascorrono del tempo in compagnia solamente durante la stagione riproduttiva, mentre dopo il parto le femmine vivranno con i loro piccoli per 18 mesi o più.

Ornitorinco. L’ornitorinco australiano passa le sue giornate da solo a mangiare crostacei e piante sul fondo di fiumi, laghi e torrenti, o a riposare nella sua tana. Conduce una vita solitaria, nonostante a volte si trovi a condividere lo spazio dove vive e si alimenti con altri animali della stessa specie. Questo mammifero antichissimo, unico a deporre le uova insieme al “parente” echidna, fa vita sociale solo durante la stagione riproduttiva, quando maschi e femmine si cercano attivamente per accoppiarsi.

Lontra. Questo mammifero segna un discreto ritorno in alcune zone d’Europa. Ma è comunque un animale che apprezza la solitudine. Esclude altri individui dello stesso sesso dal suo territorio. Il territorio del maschio è più vasto e può sovrapporsi a quello di una o due femmine. Ma non sono tutte così: la lontra dalle piccole unghie orientali vive invece in veri e propri gruppi familiari. Esiste una coppia alfa e tutti collaborano nel crescere i piccoli. Questa specie di lontra forma delle coppie monogame che perdurano per tutta la vita.

Passero solitario. Come dice già il nome, questo uccello preferisce trascorrere il suo tempo solo piuttosto che in compagnia. Vive in Europa, Africa nordoccidentale e Sumatra. In Europa lo troviamo al di là della latitudine delle alpi o nelle zone costiere. Adora infatti i pendii assolati e le zone rocciose, oppure lo si può ammirare in piccoli centri abitati. Effettua due covate all’anno. Dopo circa 18 giorni i piccoli iniziano a volare. Le coppie vivono isolate e si incontrano solo per il periodo riproduttivo.

Giardini naturali, paradisi

Come tutti sappiamo, si tratta di un periodo molto delicato; perché non arricchirlo di vita e di colore dedicandosi a una facile attività a favore dell’ambiente come il giardinaggio? Basta davvero poco per fare tantissimo per la natura e partecipando al concorso si possono vincere splendidi premi stando all’aria aperta!

Giardini, balconi o anche semplici fioriere possono trasformarsi in rifugi e rappresentare una fonte di cibo per molti animali e piante. Con il concorso “Giardini naturali - Piccoli e grandi paradisi!”, l’Alleanza Territorio e Biodiversità e Pro Natura premiano gli spazi esterni più belli allestiti in modo particolarmente favorevole alla natura.

Il concorso propone tre categorie: giardini, balconi e progetti innovativi. La condizione di base è davvero molto semplice: gli spazi esterni devono qualificarsi come “naturali”. Bisogna scegliere quindi qual è la categoria che più si addice al proprio “paradiso” e iscriversi!

Creare un ambiente adatto per animali e piante autoctone non significa necessariamente lavoro in più, anzi, è il contrario. Spesso nelle aree naturali “meno” è meglio! Anche quest’anno in onore del concorso ”Balconi di Farfalle”, diventato una categoria di “Giardini naturali”, viene proposto un fiore da conoscere, coltivare e proteggere. I semi della sgargiante ed elegante bocca di leone saranno inviati a tutti coloro che si iscriveranno al concorso. Si tratta di una pianta tanto bella quanto facile da coltivare e importante per la biodiversità infatti viene considerata una “amica” delle farfalle.

Per partecipare al concorso basta scaricare le condizioni e il questionario dal sito www.pronatura-ti.ch/giardini oppure www.alleanzabiodiversita.ch, scattare al massimo cinque foto del proprio spazio naturale e inviare il questionario compilato e le foto entro il 31 maggio 2020 al seguente indirizzo:

Concorso “Giardini e balconi naturali” Pro Natura Ticino Viale Stazione 10, CP 2317, 6501 Bellinzona oppure a giardini@pronatura.ch

Durante tutto il periodo del concorso i coordinatori sono disponibili per consigli sull’allestimento e sulle piante da privilegiare. Saranno inoltre felici di fornire idee per accompagnare gli iscritti nella creazione di nuovi paradisi. Alcuni suggerimenti sono già presentati sul sito internet 

Cinque regole per uno spazio verde naturale:

• Coltivare principalmente piante selvatiche autoctone.

• Rinunciare alle piante esotiche invasive.

• Rinunciare all’uso di pesticidi e concimi chimici.

• Rinunciare all’uso di prodotti contenenti torba.

• Mantenere una superficie naturale più grande possibile.

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