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21.09.2019 - 08:000

Le Galapagos, un paradiso terrestre

Sulle isole gli esseri umani sono solo ospiti

Le acque del Pacifico – tra le isole Galapagos e la costa dell’Ecuador – ogni anno attirano una miriade di creature marine migratorie, ospitano una delle popolazioni di mante giganti più grandi al mondo e fungono da vivaio, essenziale per la riproduzione degli squali balena. Per proteggere queste creature marine vulnerabili, il WWF – insieme al governo ecuadoriano e partner locali – si impegna attivamente per proteggere le aree marine di maggiore importanza, visto che ospitano una “mega-fauna” marina. Le aree protette – Bajo Copé e Cantagallo-Machalilla – coprono più di 100 chilometri di costa. All’interno di queste aree protette sono regolate le attività e si praticano la pesca e il turismo sostenibili. In questo modo le comunità locali ne traggono benefici economici, ma soprattutto sono loro stesse ad occuparsi del benessere dell’ecosistema. Il progetto sostiene anche la ricerca scientifica per rispondere alle molte domande che rimangono sugli squali balena e sulle mante giganti.

Le Galapagos, un paradiso

Le Galapagos sembrano uscite da un libro di fantasia: cuccioli di leone marino giocano sulla spiaggia, le tartarughe ti guardano incuriosite, le sule piediazzurri bisticciano un po’ fra di loro e se ti immergi ti trovi a fissare due giganti dei nostri mari come le mante e gli squali balena. Insomma: le Galapagos sono incredibili. E per fortuna qui sono nate delle aree protette anche marine. La biodiversità di questo luogo pullula di animali incredibili.

Un team di esperti del WWF ha organizzato a Baronesa Bay, sull’isola Floreana, una sorta di “campo estivo” per la comunità locale che si occupa della gestione e la conservazione dell’ambiente. L’idea è quella di puntare sul turismo sostenibile, affinché l’isola non perda la sua bellezza e importanza. L’isola Floreana (140 abitanti circa), sembra uscita direttamente dal romanzo “Robinson Crusoe” e la sua storia è piena di intrighi e di misteri. Le persone che vivono qui amano le Galapagos profondamente e sono molto legate alla propria terra. Ma quando a partire dal 2010 hanno iniziato ad arrivare sempre più battelli carichi di turisti, la comunità non era pronta a gestire questo flusso massiccio. Molti arrivavano senza prenotazione, per escursioni giornaliere e l’unica cosa che si lasciavano alle spalle erano montagne di spazzatura. Per questo motivo, nel 2012 il WWF ha aiutato i membri della comunità a creare un modello di turismo più sostenibile. Nel 2014, 43 famiglie si sono organizzate in una cooperativa, dividendosi i compiti sull’isola. Alcune famiglie gestiscono pensioni o ristoranti. Altre mettono a disposizione l’attrezzatura per lo snorkeling. Un ufficio centrale gestisce le prenotazioni e le entrate vengono ripartite equamente. Gli abitanti della zona hanno riscoperto un percorso lungo dieci chilometri circa, che viene fatto fare ai turisti. Negli anni 70, Claudio Cruz Bedón – storico non ufficiale dell’isola, come gli piace definirsi – prendeva il sentiero una volta alla settimana da solo o con suo padre per vendere frutta, marmellate, uova e vino alle prime barche turistiche che facevano scalo.
Ed è così che è nato un accordo all’interno del parco nazionale Galapagos: la popolazione locale ha il diritto esclusivo di condurre i visitatori sul sentiero e far passare agli ospiti una notte in tenda, guardando le stelle. Non solo: sono sempre gli abitanti a occuparsi della gestione dell’area, facendo in modo che la zona non venga rovinata. Il progetto verrà monitorato. “Amiamo Floreana e abbiamo il dovere di proteggerla”, dice Veronica Santamaria, responsabile del- l’uso pubblico del parco nazionale Galapagos.

Qui siamo ospiti!

Sulle isole Galapagos, dichiarate parco nazionale nel 2007, gli esseri umani sono ospiti e chiunque ci metta piede lo sa: qui non si urla inutilmente per non disturbare la fauna locale, non si può fumare su quasi nessuna isola e nessuna spiaggia, non si possono toccare gli animali a piacimento e non ci si può comportare in maniera irrispettosa nei loro confronti. Qui non si possono costruire case e porti come si vuole e fortunatamente nel corso degli anni la gestione è passata completamente agli abitanti delle isole. Regolano le entrate, le gite, le attività: rispettano questo luogo magico, al quale sono legati da un amore incondizionato. Vivono della bellezza che li circonda e quindi proteggono l’equilibrio di questo angolo di paradiso. Ma tutti sanno che a causa dei cambiamenti climatici rischiano di perdere tutto. Le isole Galapagos sono tra le aree più a rischio e potrebbero essere irriconoscibili fra 50 anni se non freniamo i cambiamenti climatici.

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