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21.02.2020 - 08:000

Dati attesi e non disattesi

Vi proponiamo l’opinione di Luca Albertoni, Direttore Cc-Ti sul tema CSR – aziende ticinesi

Sono spesso coinvolto nelle riflessioni di persone che mi comunicano la loro impressione di aziende non attente o non rispettose del nostro territorio, pensando che il solo progetto imprenditoriale oggigiorno sia finalizzato unicamente e sempre alla resa finanziaria. La vita di ogni settore, congiuntamente a quella dei propri attori, può incorrere, a volte loro malgrado, in comportamenti non costruttivi, non corretti e quindi anche sanzionabili. Ma per la maggior parte, questo non è ciò che rileviamo.

Più utile e propositivo sarebbe, quindi, ravvisare le tante condotte (sono la maggioranza) davvero degne di nota. Non è un caso che dai dati raccolti unitamente alle altre Camere di commercio e dell’industria svizzere, le aziende ticinesi sono ben posizionate in termini di responsabilità sociale delle aziende (CSR). Questo potrebbe sorprendere coloro che, ma solo loro, non sono stati attenti a quanto accaduto nel tempo nelle nostre realtà. È incontestabile riconoscere quanto viene già fatto nell’ottica delle misure che, nel contesto dell’attività economica, hanno un impatto sociale e ambientale di rilievo. In un quadro oggettivamente difficile, contraddistinto da un contesto internazionale nervoso, da protezionismi crescenti, da cambiamenti epocali dei modelli di business imposti soprattutto da una rapidissima evoluzione tecnologica, il fatto che gli investimenti legati alla CSR siano su livelli di assoluto rispetto è un risultato accertato e assolutamente positivo.

Non dimentichiamo il fatto che, da un punto di vista generale, assistiamo a una certa contrazione degli investimenti, legati alle difficoltà summenzionate, ma anche, inevitabilmente, all’erosione dei margini di utile in atto da diversi anni e che regolarmente abbiamo segnalato. Questa diminuzione ha ridotto i margini d’azione aziendali, ma ciò non ha impedito alle imprese di applicarsi nei propri compiti e adoperarsi anche e soprattutto nell’ambito ambientale. È comprensibile che per le aziende con dimensioni più grandi, i mezzi a disposizione siano maggiori e le possibilità di disporre misure di tipo ambientale o sociale abbiano un’opportunità di realizzazione più concreta. Dobbiamo però stare molto attenti a non dimenticare l’importanza del ruolo delle piccole e medie imprese. Queste realtà imprenditoriali contribuiscono attivamente con misure, magari meno spettacolari ma altrettanto importanti, al benessere del territorio offrendo, ad esempio, “semplicemente” posti di lavoro in tante località, anche discoste, del nostro Cantone.

Il dibattito attorno al tema della CSR è certamente molto importante e legittimo quando volge a tenere alte l’attenzione e la sensibilità sul tema. È un argomento molto differenziato che offre spunti e soluzioni davvero puntuali per ogni esigenza. Rinchiuderlo in una sola definizione lo svilisce e può accadere, senza ragione, di lavorare d’accetta (come purtroppo è spesso costume fare) criminalizzando chi magari, sul piano teorico, non rientra esattamente in taluni schemi (per altro sovente molto soggettivi).

Spesso, come diceva Voltaire, “il meglio è nemico del bene”, per cui l’illusoria ricerca della perfezione per tutti e a ogni costo può causare danni maggiori dei presunti mali da curare. Ogni passo di ogni singolo per il bene comune è da valorizzare al massimo, specialmente in un’epoca dove è già molto difficoltoso “camminare”.

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