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04.12.2019 - 08:000
Aggiornamento : 17:09

Aggiornamento delle competenze digitali

Risulta sempre più importante il perfezionamento dei collaboratori anche nell’ottica delle nuove tecnologie

In una società sempre più tecnologica e nella quale termini quali ‘digitalizzazione’, ‘digitale’ e ‘progresso tecnologico’ sono all’ordine del giorno, è bene che ogni azienda si concentri anche sull’aggiornamento delle competenze digitali delle proprie risorse umane.
Proprio perché il capitale umano risulta essere quello più importante per la struttura aziendale, concentrarsi sul perfezionamento delle qualifiche (anche digitali) dei dipendenti è una strategia sulla quale puntare. Parliamo di “digital upskilling“. Nella mattinata del 18 novembre la Cc-Ti, in collaborazione con PWC, vi ha dedicato un evento di networking, in cui sono intervenuti Luca Albertoni, Direttore Cc-Ti e Glenda Brändli, Partner financial service e Responsabile PwC, Lugano.

Verso una maggiore consapevolezza, cavalcando l’onda del cambiamento
È noto come l’economia digitale possa offrire prospettive di crescita in svariati ambiti aziendali, come pure facilitare la vita di tutti i giorni (professionale e privata). Occorre però porre l’accento sulla richiesta di consapevolezza da parte degli attori in gioco degli effetti e sviluppi tecnologici, che mutano in modo repentino. Come? La diffusione delle nuove tecnologie in ogni ambito produttivo e sociale genera l’affermarsi di modelli di business e di gestione aziendale innovativi. In questo contesto è imperativo che ogni azienda possa disporre di personale qualificato per rispondere alle rinnovate esigenze del mondo del lavoro. Il cambiamento in atto è inarrestabile, con un’apertura verso le opportunità da cogliere è possibile sfruttare i vantaggi che il ‘digitale’ porta con sé.

Parola d’ordine: formazione continua
Un’analisi e il monitoraggio frequente delle performance aziendali – nell’ottica di una strategia a 360° – può identificare le aree dove si necessitano misure da intraprendere: la formazione è una di queste.
I ‘mestieri del futuro’ andranno immaginati e preparati con corsi ad hoc, vista la rapidità con cui le competenze specifiche diventano obsolete. A fronte di ciò la manodopera sarà sempre più specializzata. Ecco dunque perché ogni azienda dovrebbe “mappare” le competenze, specialmente quelle digitali, di ogni collaboratore e pianificare azioni volte all’incremento delle stesse.

Quali skills verranno richieste in futuro?
Vengono identificati 3 tipi di competenze, che si suddividono in: cognitive, sociali e digitali. Nell’ambito digitale occorrerà far leva sugli aspetti tecnici di conoscenza delle infrastrutture e dei tool con cui si opera, accanto all’interazione tra uomo e macchina.

Un esempio concreto
In sala durante il Networking Business Breakfast è stata presentata la testimonianza di PWC, che ha introdotto da un lato un’app tramite la quale ogni dipendente ha potuto conoscere il proprio QI digitale e migliorarlo costantemente grazie agli input offerti dall’app, dall’altra degli e-learning di ‘digital upskilling’ con l’obiettivo di migliorare la propria conoscenza di determinati programmi quali Alterix e Power BI. L’invito ai dipendenti a seguire gli e-learning e a usare l’app è stato attivato con due metodologie: quale obiettivo personale delle performance annuali e con la creazione di una competizione interna più ludica. Il tutto ha portato a un allineamento delle competenze digitali di base per tutti i collaboratori.

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