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28.08.2019 - 08:000

La Cc-Ti nella tutela del territorio

Sostenibilità ambientale e innovazione: l’impegno delle imprese.

Per le aziende ticinesi la sostenibilità ambientale, oggi al centro del dibattito pubblico, non è un semplice slogan, ma una realtà concreta, espressione di una cultura d’impresa ormai consolidata in cui la tutela della natura e la redditività economica non sono termini antitetici. Tutt’altro. Lo dimostrano gli ultimi dati dell’Aenec (l’Agenzia dell’energia per l’economia), che accompagna centinaia di aziende del nostro Cantone nell’implementare le misure necessarie a ridurre l’impatto ambientale e soddisfare gli obiettivi fissati dalla Confederazione per l’efficienza energetica e la protezione del clima. Nel 2017, le 309 imprese ticinesi che hanno partecipato al programma Aenec hanno prodotto 7’300 tonnellate di CO2 in meno e risparmiato 55’500 Mwh di energia elettrica, ossia l’equivalente di una bolletta da 5 milioni di franchi. Ma questo è solo un aspetto dell’impegno degli imprenditori a favore dell’ambiente.

Sono ormai numerose le imprese che hanno incentivato la mobilità sostenibile per i dipendenti: car pooling, navette aziendali e contributi per gli abbonamenti ai trasporti pubblici, che favoriscono diverse modalità di smart work, tra cui il telelavoro, o che catturano la sensibilità ambientale dei loro collaboratori anche attraverso specifici corsi di formazione.

Un terreno che vede in prima linea anche la Cc-Ti che, nella persona di Gianluca Pagani CSR Manager, lavora per incrementare la Corporate Social Responsibility delle imprese e migliorare l’impatto sociale e ambientale delle loro attività. La tutela dell’ecosistema, per ogni vero imprenditore, è sinonimo di protezione del territorio, perché l’impresa è per sua natura espressione diretta del luogo in cui opera, dei legami sociali, culturali e umani che crea con esso. È prodotto di un radicamento nel territorio che dà un valore più immediatamente riconoscibile all’attività imprenditoriale, all’immagine e alla reputazione stessa dell’azienda.
Ora le tecnologie digitali offrono opportunità inedite per una crescita sostenibile. Permettono, difatti, un uso più razionale delle risorse, una più efficace organizzazione aziendale, un’ottimizzazione delle filiere produttive e una migliore efficienza energetica, evitando inutili sprechi e riducendo le emissioni nocive.
Dalla combinazione tra queste tecnologie e sostenibilità ambientale sono già nate nuove forme di economia: la sharing economy, l’economia on demand, l’economia dei dati, nuove modalità di lavoro e anche un più attento approccio ai consumi, ad esempio la blockchain, tecnologia che permette di tracciare esattamente la provenienza e i passaggi fondamentali di ogni merce.

La trasformazione digitale non assicura una maggiore sostenibilità solo nei processi produttivi, ma l’estende a tutta l’organizzazione della società. Basta pensare all’uso dei big data per rendere più efficienti i grandi servizi collettivi, dalla distribuzione idrica e dell’energia elettrica allo smaltimento dei rifiuti. Per arrivare alla gestione del traffico che ha visto anche in Svizzera esperienze molto promettenti, con soluzioni innovative che, purtroppo, faticano ancora a farsi strada in Ticino.

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