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14.06.2019 - 09:000

Con l'innovazione bisogna essere sempre un passo avanti

In quest’intervista con Carlo Secchi, Sales Director Ticino-VP, Swisscom, parliamo di evoluzione delle tecnologie e innovazione

Nonostante l’uso di massa degli smartphone e degli altri dispostivi elettronici, generalmente si ritiene che le nuove tecnologie digitali servano solo per aumentare i profitti delle imprese, quando, invece, è la società tutta a beneficiarne. Come spiega questa percezione distorta della realtà?

Quando le nuove tecnologie entrano nel cosiddetto consumo di massa, finiscono per essere date per scontate. In effetti, anche le persone più timorose nei confronti delle innovazioni tecnologiche, ne beneficiano già oggi. Nondimeno, le innovazioni più eclatanti devono ancora arrivare e, in questo caso, vengono ancora percepite come visioni futuristiche dal dubbio valore aggiunto o che, peggio ancora, mettono a rischio posti di lavoro. Faccio un esempio: si parla spesso di automobili a guida autonoma. Sono in molti ad avere dubbi sulla necessità di produrre simili veicoli, non considerando però il guadagno in termini di sicurezza sulle strade. Eppure, già oggi molti di noi hanno evitato tamponamenti grazie al sistema anticollisione di cui dispongono le auto di ultima generazione.

In che misura e in che ambiti la digitalizzazione e, in particolare, l’analisi dei big data sono già utilizzate a vantaggio di tutta la collettività? Può farci qualche esempio concreto?

Da anni sono disponibili i dati anonimi e aggregati relativi agli spostamenti veicolari in Svizzera. Questi sono già stati utilizzati efficacemente per pianificare meglio i piani viari di molte città. In alcuni casi permettendo di risparmiare milioni di franchi dei contribuenti. Gli smart-data offrono notevoli possibilità anche nel campo dell’analisi predittiva, spesso associata al monitoraggio dei nostri consumi quotidiani, ma applicabile anche a campi come la ricerca medica e a modelli matematici sempre più precisi nella previsione di grandi eventi climatici.

Per il futuro quali ulteriori sviluppi e benefici si possono ipotizzare?

Quante pagine abbiamo a disposizione? Scherzi a parte, i campi di applicazione delle nuove tecnologie sono molti. Posso solo farle qualche esempio concreto: i droni a guida autonoma impiegati per la ricerca di persone disperse (permettono l’utilizzo mirato dell’elicottero per il recupero) o l’analisi di tessuti biologici per la ricerca di cellule tumorali (grazie all’intelligenza artificiale migliorano precisione e velocità), la medicina a distanza con l’ausilio di visori con realtà virtuale e aumentata.

Spesso si ha l’impressione che l’utilità sociale delle tecnologie digitali e del trattamento dei dati sia sottovalutata dalla pubblica opinione. Pensa che ciò sia dovuto semplicemente ad un’informazione insufficiente oppure si tratta di un vero e proprio ritardo culturale?

L’innovazione tecnologica deve necessariamente essere un passo avanti, rispetto alla nostra quotidianità. Non a caso Einstein sosteneva che «l’immaginazione conta più della conoscenza». Occorre quindi guardare sempre avanti e immaginare soluzioni per poi studiarne le concrete possibilità di realizzazione. Ciascuno di noi ha il diritto e il dovere di informarsi possibilmente con il sostegno di «leader digitali» capaci non solo di informarsi e di informare, ma anche di stabilire strategie efficaci per promuovere l’utilizzo sostenibile delle nuove tecnologie e quindi in grado di innovare realmente. Perché lo ritengo importante? Faccio un altro esempio: in questi ultimi anni, i consumatori hanno dimostrato un ottimo apprezzamento verso le nuove offerte nel campo dei trasporti, dell’intrattenimento o del turismo. Tuttavia, i dirompenti modelli commerciali su cui sono basati questi servizi hanno creato distonie sul mercato, nei confronti delle quali anche la legislazione si è trovata di fatto impreparata.

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