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27.02.2019 - 08:000

L'aspetto umano resta decisivo

Con Michela Pfyffer, Direttrice Clinica Sant’Anna di Sorengo approfondiamo il binomio “tecnologia-essere umano”, per lo sviluppo delle attività.

Altri spunti di riflessione (dopo aver presentato la nostra inchiesta congiunturale) provengono dal settore dei servizi sanitari. Nell’intervista con Michela Pfyffer, Direttrice Clinica Sant’Anna di Sorengo, e nostra affiliata, approfondiamo il binomio “tecnologia-essere umano”, per lo sviluppo delle attività.

Nel settore sanitario le innovazioni e il progresso tecnologico si susseguono, ma risulta comunque predominante anche il fattore umano. Come collimano questi due aspetti?

Confermo assolutamente che non solo l’aspetto umano resta e deve rimanere predominante a tutti i livelli, ma che ogni giorno tutti lavoriamo alacremente per garantire che questa predominanza non venga meno. La tecnologia deve essere il supporto all’esercizio delle professioni sanitarie e non il contrario. Non dimentichiamo peraltro che il progresso tecnologico è frutto dell’esperienza e del genio umano e che il suo scopo naturale è quello di rendere le diagnosi e le terapie sempre più performanti a favore dei pazienti, e non quello di togliere ai pazienti l’interlocutore umano nelle cure. Accogliere il progresso tecnologico significa impegnarsi nel costante sforzo della formazione e noi, come operatori sanitari, abbiamo il dovere di sempre garantirli con continuità e competenza.

Quanto conta il valore della ‘swissness’ (intesa come cultura d’impresa svizzera) nel vostro settore?

Swissness per me vuol dire serietà e qualità, due valori fondamentali nel nostro settore e che ne fanno la differenza, oltre ovviamente a competenze e umanizzazione nelle cure. Non da ultimo il rispetto della privacy, ragione questa che contribuisce a renderci attrattivi anche per pazienti stranieri che in maniera sempre più regolare si affidano alle nostre strutture.

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