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19.05.2022 - 08:10
Aggiornamento: 16:58

Il sistema di riscaldamento ottimale per ogni tipologia di casa

“Calore rinnovabile” ha lo scopo di aiutare il cittadino a fare il primo passo verso le energie rinnovabili

Sostituire il riscaldamento della propria abitazione per contribuire attivamente alla riduzione delle emissioni di CO2 e dare così un importante contributo alla protezione del clima, risparmiando sul proprio salvadanaio? È più che possibile e il programma "Calore rinnovabile" ha proprio lo scopo di aiutare il cittadino a fare il primo passo verso le energie rinnovabili, adottando il sistema migliore per la propria casa. Ma non tutte le abitazioni sono uguali.

Vi sono infatti nuclei abitativi monofamiliari o plurifamiliari e questi, a seconda delle proprie grandezze ed esigenze, richiedono soluzioni differenti. Per questa ragione il programma ha deciso di dividere la consulenza in due categorie ben distinte: condomini con un massimo di sei unità residenziali, oppure edifici ad appartamenti con più di sei unità residenziali e proprietà condominiali. Abbiamo parlato del programma e delle peculiarità dei condomini con Marco Delorenzi, consulente Climatizzazione regione Sud per la Meier Tobler Sa nonché consulente riconosciuto per "Calore rinnovabile", specializzato proprio nell’offrire aiuto e consigli per palazzine con più nuclei abitativi.

Lei si occupa di fornire consulenze per edifici ad appartamenti con più di sei unità residenziali e proprietà condominiali. Che differenza vi è fra queste e una casa monofamiliare?

La differenza sostanziale per noi che diamo consulenza è che, nel secondo caso, la raccolta dei dati (ad esempio consumi annuali, anno di costruzione, se ci sono stati dei risanamenti ecc…) è molto più immediata, poiché si può chiedere direttamente al cliente. Per le palazzine invece, le cosiddette "più sei", si hanno più interlocutori a cui affidarsi, come le amministrazioni oppure perizie esterne, e via dicendo. Quindi è la fase iniziale, quella di raccolta delle informazioni che è, dal punto di vista tecnico, più complessa e articolata. Le fasi successive, ovvero l’appuntamento col cliente e le proposte di intervento, invece sono simili.


Vi sono anche delle differenze a livello di strutture fra le due tipologie di abitazioni?

Certo. Il fattore predominante è la grandezza. Riscaldare una casa, magari di tre-quattro locali e mezzo è diverso che provvedere a riscaldare uno stabile che ha dieci-dodici appartamenti. E poi c’è anche il fatto che, spesso, uno stabile "più sei" ha più proprietari con cui rapportarsi, chiedere informazioni ma soprattutto a cui spiegare e da aiutare nella scelta della soluzione più efficiente per la propria situazione abitativa.


Lei di cosa tiene conto quando fa una consulenza?

Quando offro una consulenza cerco sempre di bilanciare il desiderio del cliente alla fattibilità della sostituzione dell’impianto. Poiché a seconda di dove si trova lo stabile, di come è messo dal punto di vista della isolazione, si può definire quale strategia energetica sia più adatta: se installare una termopompa, o optare per il solare termico – se c’è lo spazio per installare pannelli solari e la zona è ben soleggiata – oppure ancora andare sul riscaldamento a legna o preferire il teleriscaldamento. Come vedete ci sono tante alternative, basta scegliere quella migliore. Nel lavoro di preparazione della documentazione per stilare delle proposte concrete si tiene conto anche delle normative vigenti e degli incentivi messi a disposizione dalle autorità, sia cantonali che federali.


Quali sono le preoccupazioni che manifestano i clienti?

Da quello che ho visto nei casi che ho trattato non era tanto la paura dell’investimento in sé che destava preoccupazione, quanto più la sorpresa di vedere che vi erano dei costi "collaterali", ad esempio che oltre a cambiare caldaia è necessario delle volte anche mettere magari dei tripli vetri oppure un doppio rivestimento al tetto, o ancora cambiare le tubature poiché vecchie. Questi accorgimenti talvolta ritenuti fastidiosi, in realtà sono importanti perché fanno sì che il calore e l’energia non si disperdano inutilmente.


In Ticino sono diversi i proprietari di palazzine "più sei" che hanno scelto di optare per le energie rinnovabili?

Da noi non ha ancora preso piede, in Svizzera interna invece molto di più. Questo secondo me è dovuto al fatto che, quando si pensa al rinnovabile si pensa a qualcosa che può essere possibile solo se svolto nel piccolo. In realtà così non è. È più che fattibile anche per stabili di grosse dimensioni con tanti nuclei abitativi. E lo possono fare anche le aziende che consumano molta energia e calore.

I primi consulenti sono lavoratori indipendenti?

Sì, esatto ed è bene sottolinearlo. Quando svolgo il mio lavoro di consulenza non rappresento la mia azienda e le mie proposte non sono fatte per favorire l’azienda X o Y che magari andrà a svolgere i lavori. Il mio unico obiettivo è quello di informare il cliente in maniera neutrale su tutte le possibilità a sua disposizione.


Perché secondo lei è importante passare a un riscaldamento a energia rinnovabile?

Lo si fa prima di tutto per proteggere l’ambiente, il clima, i nostri figli e anche coloro che verranno dopo di noi. Perché conviene anche dal punto di vista economico, sia per l’utente sia per le aziende del territorio che seguono e portano avanti questo lavoro. E infine, aggiungo io, perché così si può ottenere una certa indipendenza energetica che non è scontata, visto anche il momento storico in cui ci troviamo… ■

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