L'iniziativa chiede parità per 1,7 milioni di disabili; il controprogetto, rafforzato dalla commissione, incontra l'opposizione dell'UDC per i nuovi oneri.
Il Consiglio nazionale ha iniziato oggi l'esame dell'iniziativa popolare "Per l'uguaglianza delle persone con disabilità (Iniziativa per l'inclusione)" e del relativo controprogetto indiretto. I dibattiti, interrotti alle 19, riprenderanno lunedì, quando sono previste le votazioni.
La modifica costituzionale proposta chiede che le circa 1,7 milioni di persone con disabilità che vivono in Svizzera possano partecipare alla vita economica, sociale e politica in modo autodeterminato e su un piano di parità. L'obiettivo è garantire, tra l'altro, che i loro punti di vista siano adeguatamente considerati e che vengano eliminate le barriere che ne ostacolano la partecipazione.
Il controprogetto del Consiglio federale prevede invece un quadro legislativo vincolante per promuovere l'inclusione delle persone con disabilità, oltre a misure nell'ambito dell'assicurazione per l'invalidità.
"L'inclusione delle persone con disabilità è una vera e propria questione di società", ha dichiarato Estelle Revaz (PS/GE), intervenendo a nome della commissione, ricordando che quasi il 20% della popolazione svizzera vive con una disabilità. "L'iniziativa ci ricorda quanto resta ancora da fare affinché l'inclusione diventi una realtà".
Secondo Revaz, tuttavia, la modifica costituzionale proposta non sarebbe adeguata. A suo avviso, infatti, non apporterebbe miglioramenti significativi rispetto al diritto vigente e potrebbe creare difficoltà nella sua attuazione.
Critiche sono state rivolte anche al progetto del Consiglio federale, che, secondo Revaz, "contiene molte disposizioni dichiarative e poche misure concrete". Per questo motivo, la commissione ha ritenuto necessario rafforzarlo intervenendo in alcuni ambiti fondamentali della vita quotidiana.
Sono state quindi proposte misure concrete lungo quattro assi: la libera scelta dell'alloggio, l'integrazione nel mercato del lavoro, la partecipazione alla vita culturale, al tempo libero e allo sport, nonché le prestazioni di assistenza.
L'ampliamento del controprogetto non ha però convinto l'UDC. "I datori di lavoro privati, in particolare le PMI, vengono gravati da nuovi obblighi e potenziali pretese legali, senza che sia garantito un aiuto concretamente dimostrabile alle persone interessate", ha affermato Hans Jörg Rüegsegger (UDC/BE).
Il consigliere nazionale bernese ha inoltre sottolineato che il controprogetto elaborato dalla commissione non è stato sottoposto a una procedura di consultazione. Le sue conseguenze giuridiche, finanziarie ed economiche non sono pertanto state esaminate in modo sufficientemente approfondito. L'UDC chiede quindi di non entrare in materia sul controprogetto o, in alternativa, di rinviarlo al Consiglio federale. Gli altri gruppi parlamentari sostengono invece il controprogetto.
Riguardo all'iniziativa, la maggioranza della commissione del Consiglio nazionale raccomanda il "no". Solo il PS e i Verdi intendono invece sostenerla.