La condanna all'Aia riaccende i riflettori sul rapporto di Dick Marty del 2010 e sui contatti ufficiali tra Thaci e il governo elvetico.
L'ex presidente Hashim Thaci è stato condannato oggi all'Aia a 25 anni di carcere per crimini di guerra commessi durante il conflitto in Kosovo. Il caso ha anche legami con la Svizzera.
Come noto, la diaspora kosovara nella Confederazione è numerosa: alla fine del 2025 l'Ufficio federale di statistica contava 116'900 kosovari. Ma i collegamenti con il caso non si fermano qua.
Le indagini al Tribunale speciale si basano su un rapporto del 2010 del relatore svizzero del Consiglio d'Europa Dick Marty. Marty ha accusato Thaci di essere stato a capo di un gruppo di stampo mafioso che organizzava rapimenti, traffico di droga e prelievi di organi dai prigionieri e deteneva fondi su conti svizzeri. Thaci ha sempre respinto tutte le accuse.
Il rapporto ha portato alla costituzione del tribunale speciale e alle dimissioni di Thaci dalla carica di presidente nel novembre 2020. Marty è stato posto sotto protezione a partire dal dicembre 2020 ed è deceduto il 28 dicembre 2023. Sia Marty che Amnesty Svizzera hanno criticato il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) e il Ministero pubblico della Confederazione per essere intervenuti troppo tardi in questa vicenda.
Il governo elvetico ha intrattenuto fin da subito contatti ufficiali con Thaci. Nel 1999 si è tenuto a Berna un incontro tra l'allora consigliere federale Joseph Deiss e Thaci. Nello stesso anno è iniziato il dispiegamento delle truppe Swisscoy in Kosovo.
Dopo la dichiarazione di indipendenza del Kosovo nel febbraio 2008, la Svizzera ha riconosciuto il nuovo Stato. Nel marzo 2008 l'allora ministra degli esteri Micheline Calmy-Rey inaugurò l'ambasciata svizzera a Pristina. Nel 2014 il presidente della Confederazione Didier Burkhalter incontrò Thaci in Kosovo.