Il Centro lancia la campagna per il 2027 e mira a raddoppiare la sua presenza in Consiglio federale
Svizzera

Il Centro lancia la campagna per il 2027 e mira a raddoppiare la sua presenza in Consiglio federale

L'assemblea dei delegati ha ribadito l'obiettivo di un secondo seggio in governo, approvato il finanziamento della 13esima AVS e l'allentamento sul materiale bellico.

5 settembre 2026
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Il Centro entra in campagna in vista delle elezioni federali del 2027. In occasione dell'assemblea dei delegati tenutasi oggi a Granges-Paccot, alla periferia nord di Friburgo, ha manifestato l'ambizione di conquistare un secondo seggio in Consiglio federale.

I delegati hanno inoltre espresso la propria posizione su due oggetti sottoposti a votazione il 29 novembre, raccomandando l'approvazione sia del finanziamento della 13esima rendita dell'AVS con un aumento dell'IVA sia l'allentamento della legge federale sul materiale bellico.

Nel suo discorso, il presidente del partito e consigliere nazionale Philipp Matthias Bregy (VS) ha affermato che "vogliamo diventare abbastanza forti con i nostri mezzi in modo che la rivendicazione di un secondo seggio in Consiglio federale diventi un dato di fatto". Il Centro intende puntare sulle sue specificità, senza copiare altre formazioni politiche.

Secondo il 48enne, il partito è in grado di rispondere alle preoccupazioni della popolazione: "Non cediamo i temi della sicurezza, della migrazione, del potere d'acquisto, della sanità o dell'uguaglianza intergenerazionale ai poli politici". Il Centro deve mostrarsi più offensivo e posizionarsi come una forza politica forte e indipendente, al centro dello scacchiere.

Proposte sostenibili

Nel suo discorso, l'altovallesano ha elencato una serie di impegni che il suo partito intende assumersi in materia di sicurezza interna, sanità, approvvigionamento energetico e pensione. Attraverso una serie di esempi, Bregy ha voluto dimostrare che il centro politico è il luogo in cui interessi diversi si trasformano in decisioni sostenibili.

Non ha risparmiato le altre correnti politiche, sottolineando che gli estremi possono esacerbare i problemi, mentre un centro forte deve risolverli. Per l'avvocato, il suo partito deve essere una forza politica forte, pronta ad assumersi maggiori responsabilità per la Svizzera.

Il consigliere federale Martin Pfister, l'unico rappresentante del Centro in governo, si è rivolto ai delegati per ribadire l'opposizione del suo partito e del Consiglio federale all'iniziativa popolare federale "Salvaguardia della neutralità svizzera (Iniziativa sulla neutralità)", sottoposta al voto di popolo e Cantoni il prossimo 27 settembre. Secondo il capo del Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport, la proposta di modifica costituzionale limiterebbe inutilmente il margine di manovra della Svizzera in politica estera.

Sì a due oggetti in votazione in novembre

Quanto alle votazioni federali del 29 novembre, l'assemblea si è espressa con 164 voti a favore, nove contrari e dieci astensioni a favore del finanziamento della 13esima rendita dell'AVS tramite un aumento dell'imposta sul valore aggiunto (IVA) di 0,4 punti percentuali.

"La 13esima rendita è stata approvata e deve essere finanziata", ha sottolineato la consigliera nazionale friburghese Marie-France Roth Pasquier. Secondo la 58enne, il modello sottoposto al giudizio popolare non è il migliore, ma una bocciatura alle urne non risolverebbe il problema. Alcuni delegati hanno sostenuto che questa variante di finanziamento basata sull'IVA penalizzasse eccessivamente la classe media e che, a lungo termine, fosse necessario trovare un'altra soluzione.

I delegati hanno inoltre approvato, in questo caso all'unanimità, l'allentamento delle restrizioni in materia di esportazione e riesportazione di materiale bellico, una revisione approvata dalle Camere federali. Secondo il Centro, una Svizzera in grado di difendersi ha bisogno di una solida base industriale e di partenariati internazionali affidabili.

Iniziativa del Centro

L'assemblea in terra friburghese è stata anche l'occasione per il Centro di lanciare la campagna a sostegno della propria iniziativa popolare "Sì a imposte federali eque anche per i coniugi - Basta con la discriminazione del matrimonio!", che sarà pure posta in votazione alla fine di novembre. Il testo chiede di garantire la parità di trattamento fiscale alle coppie sposate nell'ambito dell'imposta federale diretta (IFD).

"La penalizzazione del matrimonio deve scomparire", ha affermato Bregy. Nell'ambito dell'IFD, le coppie sposate non devono essere svantaggiate rispetto alle coppie non sposate, ha spiegato. Come noto, sulla questione il popolo svizzero si è già espresso lo scorso marzo approvando, con il 54,3% di consensi, la legge sull'imposizione individuale.

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni