Svizzera

Ha agito da solo per follia omicida il 43enne arrestato per la sparatoria al rave party di Aarau

L’uomo, di nazionalità svizzera, è domiciliato nel canton Giura e soffre di problemi psichici. Ha sparato oltre 40 colpi con un Kalashnikov

Affollata conferenza stampa oggi pomeriggio nel canton Argovia
(Keystone)
2 settembre 2026
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Il cittadino svizzero di 43 anni, arrestato in relazione alla tragica sparatoria avvenuta ad Aarau lo scorso fine settimana, ha agito da solo spinto da quella che è stata definita ‘follia omicida’. Lo ha annunciato oggi ai media il comandante della polizia cantonale argoviese. L'uomo è domiciliato nel canton Giura.

Il 43enne si è consegnato spontaneamente alla polizia giurassiana a Delémont. Secondo il comandante della polizia argoviese, Michael Leupold, si tratta di un cittadino svizzero senza un passato migratorio e con problemi psichici. I suoi moventi specifici non sono ancora stati chiariti. L'uomo ha sparato più di 40 colpi con un Kalashnikov (tipo AK-74), indiscriminatamente sulla folla.

Il veicolo presumibilmente utilizzato per commettere il reato era già stato identificato quando l'uomo, che non era conosciuto alle forze dell'ordine, si è costituito, ha precisato ai media il responsabile generale delle operazioni Matthias Schildknecht. Nella sua vettura sono state ritrovate tre armi: il Kalashnikov e due pistole, tutte acquistate legalmente 20 anni fa.

Il 43enne avrebbe dichiarato sul posto di non sentirsi bene già da tempo. A seguito di ciò, la polizia ha trasferito l'uomo nel canton Argovia. Durante un primo interrogatorio, l'arrestato si è rifiutato di rilasciare una deposizione, fornendo tuttavia i propri dati anagrafici, ha aggiunto il procuratore capo Christoph Rüedi.

Il procuratore ha ribadito che, allo stato attuale delle indagini, si ritiene che il 43enne soffra di disturbi psichici. Non è ancora noto il motivo per cui si fosse recato proprio nel capoluogo argoviese. Rüedi ha aggiunto che "non vi è alcun indizio che l'imputato avesse complici o cospiratori". "Non abbiamo nemmeno trovato prove di motivazioni ideologiche o estremiste", ha precisato Leupold.

Attualmente l'uomo si trova in detenzione ed è perseguito in particolare per omicidio intenzionale, tentato omicidio plurimo, esposizione a pericolo della vita altrui e violazione della legge sulle armi.

Sei persone ferite, non cinque

La sparatoria è avvenuta nella notte tra sabato e domenica ad Aarau durante un rave party organizzato da Urban Agency Events. Una ventiduenne italiana è rimasta uccisa e sei persone, non cinque come inizialmente precisato, sono rimaste ferite. Due dei feriti sono in gravi condizioni e si trovano tuttora ricoverati in ospedale. La polizia cantonale aveva annunciato l'arresto del 43enne lunedì.

Gli inquirenti avevano avviato indagini in tutte le direzioni. Nelle prime dodici ore successive alla tragedia erano stati condotti oltre 130 interrogatori. Inoltre, erano stati analizzati video e foto ed erano state raccolte segnalazioni da parte della popolazione.

Alla domanda sul perché la polizia abbia fornito informazioni solo oggi, Leupold ha risposto che si voleva essere assolutamente certi che il rischio per la sicurezza fosse stato scongiurato prima di presentarsi nuovamente davanti ai media. Alla conferenza stampa odierna erano presenti una cinquantina di giornalisti, tra cui numerosi rappresentanti dei media svizzeri, italiani e tedeschi.

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