La PA30+ introduce un approccio olistico all'intero sistema alimentare e innalza la soglia per i pagamenti diretti, con consultazione fino all'8 dicembre
Aumentare la sicurezza alimentare della Svizzera ampliando il margine di manovra degli agricoltori a livello aziendale. È questo l'obiettivo della Politica agricola a partire dal 2030 (PA30+), posta oggi in consultazione dal Consiglio federale fino all'8 dicembre. Tra le novità figura pure un innalzamento della soglia minima d'entrata per il diritto a pagamenti diretti.
La novità di questa PA30+, ha esordito il presidente della Confederazione Guy Parmelin in conferenza stampa, non risiede nei suoi obiettivi generali, ma nel suo approccio globale. "A differenza delle precedenti riforme della politica agricola, non si concentra unicamente sulla produzione e sull'agricoltura, ma prende in considerazione per la prima volta l'intero sistema alimentare: dagli agricoltori alla trasformazione e al commercio, fino al consumatore".
La politica agricola per gli anni 30 "non costituisce una rottura né una rivoluzione, bensì un'evoluzione coerente e ponderata della nostra politica agricola", ha proseguito il consigliere federale. "Essa fissa una rotta chiara per il futuro e crea le condizioni affinché l'agricoltura svizzera possa continuare a rispondere alle aspettative della società, rafforzando al contempo la propria competitività". Per raggiungere gli obiettivi, il Consiglio federale intende muoversi lungo quattro assi.
Il primo mira ad ampliare il margine di manovra degli agricoltori e ridurne l'onere amministrativo grazie alla digitalizzazione. Concretamente, ha spiegato Parmelin, i contadini riceveranno i pagamenti diretti maggiormente legati ai risultati ottenuti. Oggi sono strettamente legati al rispetto di determinate prescrizioni. L'obiettivo è lasciare agli agricoltori maggiore libertà nella gestione delle proprie aziende.
Per abbassare i costi strutturali verranno innalzate in modo sostanziale le soglie d'entrata per i pagamenti diretti nella zona di pianura e in quella collinare nonché per i miglioramenti strutturali nella zona di pianura. "Così facendo cerchiamo di ridurre i costi e chiediamo agli agricoltori di trovare sinergie tra loro", ha spiegato Parmelin.
È previsto un periodo transitorio per consentire di anticipare i cambiamenti: "La nuova politica agricola entrerà in vigore nel 2030, quindi c’è ancora tempo per riflettere, prepararsi e organizzarsi", ha precisato il consigliere federale. "Non significa che sarà semplice, tutt'altro; ma alla luce di quanto sta accadendo all'estero, credo non ci siano molte alternative".
Parmelin ha poi affermato di ritenere corretto "puntare in questo modo su una maggiore efficienza, senza intervenire sulle zone che già oggi devono fare i conti con problemi di redditività, come quelle montane". Al tempo stesso, ha aggiunto, "si manda un segnale alle aziende agricole del futuro: le condizioni non saranno più quelle di prima".
Il secondo obiettivo è rafforzare la posizione delle aziende agricole sul mercato, affinché possano generare un maggiore valore aggiunto grazie ai loro prodotti. A ciò si aggiunge un sostegno supplementare per il settore lattiero e per le colture vegetali destinate direttamente all'alimentazione umana, con l'obiettivo di migliorare la situazione economica degli agricoltori.
La terza proposta mira a "rendere ancora più efficiente e rispettoso dell'ambiente l'utilizzo delle risorse naturali e dei mezzi di produzione (come suolo, acqua, fertilizzanti o prodotti fitosanitari)", ha spiegato Parmelin. Sono previste misure per promuovere maggiormente insetti e organismi utili, sostenere le tecnologie sostenibili e rafforzare la formazione e la consulenza. In questo modo, le aziende agricole saranno sostenute anche nell'adattamento ai cambiamenti climatici.
Tale aspetto è comunque presente nella politica agricola da più di vent'anni, ha sottolineato il consigliere federale. "Tra le misure già attuate figurano gli investimenti nell'irrigazione, la promozione della fertilità dei suoli, lo sviluppo di varietà più resistenti alla siccità e il sostegno a diversi programmi regionali", ha illustrato Parmelin.
L'ultimo ambito riguarda il commercio al dettaglio e i consumatori. Attraverso convenzioni sugli obiettivi con i commercianti e una maggiore sensibilizzazione dei cittadini verso i prodotti svizzeri, il governo intende promuovere la sostenibilità lungo l'intera catena del valore.
Il Consiglio federale intende inoltre sottoporre al Parlamento i limiti di spesa per l'agricoltura nel periodo 2030-2033, per un totale di 13,8 miliardi di franchi. Si tratta, ha detto Parmelin, di 123 milioni in meno rispetto al periodo precedente (2026-2029), ma comunque di 80 milioni in più rispetto all'importo disponibile in caso di mantenimento del piano finanziario 2030, a valori nominali.