Svizzera

Valérie Dittli respinge accuse nel rapporto Meylan

La consigliera di Stato vodese contesta la violazione del suo diritto di essere sentita.

7 agosto 2026
|
Aggiungi laRegione alle tue fonti di Google

La consigliera di Stato del Canton Vaud, Valérie Dittli, ha deciso di contrattaccare dopo essere stata citata in diversi rapporti e oggetto di un'indagine penale per abuso d'autorità. A più di tre mesi dalla pubblicazione del rapporto Meylan, che la accusa di aver firmato un accordo riservato per risolvere una controversia, Dittli respinge le accuse, sostenendo che il suo diritto di essere sentita non è stato rispettato. Il Consiglio di Stato contesta questa affermazione.

Su richiesta di Dittli, una professoressa dell'Università di Ginevra e un professore dell'Università di Zurigo hanno esaminato se le garanzie procedurali del diritto amministrativo siano state rispettate nell'inchiesta condotta dall'ex giudice cantonale Jean-François Meylan. Secondo il loro parere giuridico, il diritto di Dittli di essere sentita è stato "gravemente violato". Durante una conferenza stampa, Dittli ha sottolineato che non si tratta di semplici irregolarità procedurali, ma di una violazione di un diritto fondamentale e della dignità umana.

Dittli ha spiegato che avrebbe voluto visionare il rapporto Meylan prima della sua pubblicazione per poter apportare integrazioni e correzioni, ma il Consiglio di Stato ha rifiutato. Basandosi sull'analisi giuridica dei due professori, Dittli ha affermato che l'utilizzo del rapporto Meylan dovrebbe essere messo in discussione sia sul piano amministrativo che in un procedimento penale, dato che il Ministero pubblico ha aperto un'inchiesta a seguito della sua pubblicazione.

La consigliera chiede che il rapporto Meylan e il relativo comunicato stampa vengano rimossi dal sito del Canton Vaud. Ha inoltre dichiarato che, secondo i due professori, potrebbe chiedere un risarcimento per torto morale, ma preferisce evitare una "guerra giudiziaria" e optare per una "distensione".

Il rapporto Meylan, pubblicato il 24 aprile, ha rivelato che Dittli ha firmato un accordo confidenziale con l'ex presidente della Commissione fondiaria rurale, Jean-Claude Mathey, che prevedeva il ritiro di una denuncia penale contro di lei in cambio di un mandato retribuito con 10.000 franchi.

Il Consiglio di Stato ha reagito alle dichiarazioni di Dittli, affermando che la consigliera ha avuto più occasioni per esprimersi durante la stesura e la pubblicazione del rapporto Meylan. Il governo ha respinto le richieste di Dittli, in particolare quella di rimuovere il rapporto dagli atti e dal sito internet.

Valérie Dittli è al centro di una crisi istituzionale che riguarda anche questioni fiscali e agricole. La vicenda dei mandati è emersa all'inizio del 2025, quando l'emittente RTS ha riportato un conflitto tra Dittli e l'ex presidente della CFR, oltre a una denuncia penale contro di lei per calunnia, diffamazione, abuso d'autorità e violazione del segreto d'ufficio.

La questione è riemersa a gennaio con la pubblicazione di un rapporto della Delegazione delle commissioni di vigilanza del Gran Consiglio, che ha criticato la gestione di Dittli e sollevato interrogativi sull'attribuzione di mandati all'ex presidente della CFR dopo il ritiro della denuncia.

Segui laRegione su: WhatsApp oppure Telegram e ricevi ogni mattina le notizie principali
Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni