Parmelin, Rösti e altri si alterneranno tra Grütli, St. Moritz, Mendrisio e altre tappe; i fuochi saranno limitati per rischio incendi
A causa della siccità persistente e dei conseguenti divieti, il primo di agosto sarà avaro di fuochi d'artificio in molte località del Paese per timore degli incendi, ma non di discorsi dei consiglieri federali i quali, come ogni anno, si sottoporranno a una maratona oratoria ai quattro angoli della Svizzera. Due i "ministri" che parleranno in Ticino, mentre Ignazio Cassis si esprimerà a cavallo del Röstigraben.
I discorsi - quattro quelli previsti - del presidente della Confederazione Guy Parmelin inizieranno già la sera del 31 luglio nel suo cantone d'origine, Vaud, dove terrà un intervento a Renens. La giornata seguente incomincerà a Hildisrieden (LU) con il tradizionale brunch del Primo d'Agosto. Parmelin raggiungerà nel pomeriggio il praticello del Grütli, dove l'Associazione svizzera dei costumi festeggerà il suo 100º anniversario. In serata farà ritorno nel suo cantone d'origine, a Essertines-sur-Rolle.
A superare Parmelin per numero di impegni sarà Albert Rösti, con ben cinque appuntamenti, di cui uno a St. Moritz (GR) la mattina della festa nazionale. Anche Martin Pfister avrà un programma intenso, con quattro interventi, di cui uno a Campo Blenio e un altro a Guarda (GR).
Elisabeth Baume-Schneider parlerà da parte sua in due occasioni e Beat Jans in tre. Karin Keller-Sutter e Ignazio Cassis interverranno invece soltanto il giorno della Festa nazionale. La sangallese trascorrerà la mattinata a Kradolf-Schönenberg (TG) per poi proseguire verso Mendrisio. Cassis terrà i suoi discorsi a Düdingen (FR) e ad Avenches (VD).
In occasione della Festa nazionale, il Paese celebra la fondazione della Svizzera. La data del 1º agosto è tuttavia molto più recente della stessa Confederazione. Nel 1891, il Consiglio federale ebbe l'idea di celebrare il 600º anniversario dell'Elvetia con una festa nazionale. Nel XIX secolo, la Svizzera era uno degli ultimi Paesi a non avere una festa nazionale che fu tuttavia istituita ufficialmente solo nel 1899, dopo la sua prima edizione, e da allora viene celebrata ogni anno.
Il Patto del 1291, generalmente riconosciuto come il più antico documento costituzionale della Svizzera, è considerato ufficialmente fin dal XIX secolo una sorta di atto fondatore della Confederazione Svizzera. Questo trattato, che menziona i cantoni di Uri, Svitto e Untervaldo, è tutt'altro che una costituzione moderna. Si tratta di un mosaico di testi, contenente elementi di diritto pubblico, penale e civile, nonché di diritto internazionale, lotta contro le frodi e assistenza giudiziaria. Esso pone l'accento sull'autonomia della giustizia: i cantoni primitivi non volevano giudici stranieri.
L'idea suscitò inizialmente confusione e polemiche. Infatti, all'epoca, era l'8 novembre 1307 a essere considerato la data di fondazione della Confederazione. Secondo lo storico e studioso Aegidius Tschudi, quella data segnava il "giuramento del Grütli".
Gli abitanti di Uri si dimostrarono particolarmente ostinati: quattro anni dopo la prima festa nazionale del 1891, incisero ancora "1307" come data di fondazione sul monumento in onore di Guglielmo Tell ad Altdorf e celebrarono nel 1907 un secondo giubileo in occasione dei 600 anni.
Il giuramento del Grütli è considerato la leggenda fondatrice della Svizzera. Uomini provenienti dai cantoni di Uri, Svitto e Untervaldo siglarono un'alleanza eterna con cui si impegnarono ad aiutarsi e sostenersi a vicenda. Il luogo segreto dell'incontro dei cospiratori era il prato del Grütli (o Rütli in tedesco) affacciato sul Lago dei Quattro Cantoni. Questa alleanza era rivolta soprattutto contro gli Asburgo, che all'epoca cercavano di rafforzare la propria influenza sui territori situati ai margini del San Gottardo.
Oggi la ricerca non parte più da una data di fondazione precisa, ma da una formazione progressiva dell'entità statale svizzera. La Carta federale del 1291 è considerata la consacrazione di un'alleanza, come ce n'erano molte altre all'epoca.
Questa "nuova data di nascita" si spiega con ragioni politiche, secondo lo storico friburghese Urs Altermatt. Mezzo secolo dopo la fondazione dello Stato federale, la Svizzera aveva bisogno di un'ideologia in grado di conciliare la Svizzera conservatrice e quella liberale. Per lo storico basilese Georg Kreis, si è preferita la fondazione dello Stato su base giuridica a quella fondata su una leggenda rivoluzionaria.
Il 1º agosto viene tradizionalmente celebrato in tutta la Svizzera con festeggiamenti, discorsi solenni, musica, falò e fuochi d'artificio. I consiglieri federali tengono discorsi, così come personalità del mondo politico, economico e culturale. I fuochi ricordano l'espulsione dei balivi stranieri nel XIV secolo, che si dice sia stata segnalata in questo modo.
Gli edifici pubblici e privati sono addobbati con bandiere svizzere, cantonali e comunali. Già nel 1899 il Consiglio federale aveva chiesto ai cantoni di far suonare le campane la sera del 1º agosto. Nel 1993, poi, l'83,8% della popolazione si è espressa a favore di un'iniziativa dei Democratici svizzeri volta a rendere questa ricorrenza un giorno festivo.