Svizzera

Figlio di famiglia iraniana in esilio condannato per frode

Il Tribunale penale federale infligge 40 mesi per il trasferimento di circa 80 milioni di franchi approfittando della demenza del padre; la sentenza può essere impugnata

20 luglio 2026
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Il Tribunale penale federale (TPF) ha condannato il figlio di una coppia iraniana in esilio a una pena detentiva di 40 mesi. L'uomo, oggi 67enne, ha approfittato della demenza del padre per trasferire a proprio nome circa 80 milioni di franchi del patrimonio familiare.

La corte ha dichiarato il cittadino britannico colpevole di frode, appropriazione indebita e falsità in documenti. Ha però rinunciato a disporre la sua espulsione, che non era obbligatoria.

Il padre dell'uomo si è ammalato di demenza nel 2005. Dal 2010 non era più in grado di occuparsi dei propri affari personali. Dal 2011 al 2019 l'imputato ha trasferito beni e proprietà a proprio nome. Nel marzo 2020, sua madre ha sporto denuncia a nome proprio e a nome del padre, poi deceduto nel 2023 a Monaco.

I genitori del 67enne avevano lasciato l'Iran durante la rivoluzione islamica del 1979 e si sono rifugiati nel Regno Unito. Lì una parte dei loro beni finanziari è stata sequestrata. Con i mezzi rimanenti, la famiglia è però riuscita nuovamente ad accumulare un ingente patrimonio.

La sentenza non è ancora definitiva e può essere impugnata dinanzi alla Corte d'appello del TPF.

(Sentenza SK.2025.44 del 20.7.2026)

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni