Svizzera

Imprese responsabili, scarso entusiasmo su controprogetto

9 luglio 2026
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Il controprogetto indiretto del Consiglio federale all'iniziativa "Per grandi imprese responsabili" fatica a raccogliere sostegno. Durante la consultazione, terminata oggi, sono emerse critiche trasversali: l'economia e la destra lo respingono categoricamente, mentre per iniziativisti e sinistra non è abbastanza incisivo.

L'iniziativa, simile per gli obiettivi perseguiti a un testo analogo bocciato sei anni fa, prevede controlli e multe – proporzionali al fatturato – per i trasgressori degli obblighi di diligenza, nonché la possibilità per le persone danneggiate di adire i tribunali elvetici in vista di eventuali risarcimenti. Le PMI sono escluse da queste disposizioni.

Il governo si è detto contrario, ma ad aprile ha presentato una propria controproposta, sotto forma di una legge speciale sulla gestione sostenibile delle imprese. Essa riguarda le multinazionali con almeno 5'000 dipendenti e un fatturato di 1,5 miliardi di franchi. L'obiettivo è garantire la tutela dei diritti umani e dell'ambiente, preservando al contempo la competitività e riducendo gli oneri amministrativi e i costi.

Nel corso della procedura di consultazione però, il controprogetto non è stato ben accolto. Segue la stessa strada dell'iniziativa e non risolve i problemi, si è ad esempio lamentato il PLR. Secondo il partito, verrebbe creata incertezza giuridica e si metterebbero a rischio posti di lavoro. Le imprese svizzere si stanno già assumendo le proprie responsabilità, investendo nell'innovazione e impegnandosi a rispettare i diritti umani e gli standard ambientali, evidenziano inoltre i liberali-radicali.

Della stessa opinione l'UDC, per la quale non si tratta affatto di un compromesso. Al contrario, osservano i democentristi, è una trasposizione diretta e senza precedenti delle principali richieste dell'iniziativa.

Questo secondo tentativo costituisce un nuovo attacco anticapitalista all'attuale sistema socio-economico, afferma senza mezzi termini Swissmem. Per l'associazione del comparto metalmeccanico ed elettrotecnico, l'Esecutivo si sta facendo "manipolare" dai promotori del testo. L'organizzazione rispedisce al mittente ogni obbligo supplementare, che porterebbe a una burocrazia dannosa e indebolirebbe la piazza economica.

Leggermente meno negativa la posizione del Centro, che condivide sul principio gli obiettivi del disegno di legge del Consiglio federale, ma non la sua concezione. Stando allo schieramento, la proposta si spinge troppo in là su diversi punti e fallisce nel trovare il necessario equilibrio fra responsabilità, sostenibilità economica e certezza del diritto.

Insoddisfatto, ma non per le stesse ragioni, anche il PS, che bolla come insufficiente il controprogetto. Questo riprende solo parzialmente gli elementi centrali delle regolamentazioni europee e presenta lacune in vari ambiti, sottolineano i socialisti, che avvertono: la Svizzera in futuro rischia di rimanere indietro rispetto al panorama internazionale.

Dal canto suo, il Partito verde liberale chiede alla Confederazione di adottare ulteriori misure a sostegno delle PMI, come il rafforzamento temporaneo dei punti di contatto o dei servizi di assistenza esistenti per rispondere alle domande durante il periodo di attuazione.

PS, PVL e iniziativisti esprimono serie riserve sul campo d'applicazione. A loro giudizio infatti, le soglie stabilite sono troppo elevate. Ad esempio, verrebbe inclusa solo una frazione di tutti i commercianti di materie prime, scrive la Coalizione per la responsabilità delle imprese.

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni