Svizzera

Neuchâtel propone referendum cantonale sui salari minimi dopo la prevalenza dei CCL

Il Gran Consiglio chiede il voto del 30 giugno per contestare la modifica federale che, secondo l'Ufficio, mina il federalismo e blocca l'adeguamento automatico dei minimi

22 giugno 2026
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La recente decisione delle Camere federali di far prevalere i contratti collettivi di lavoro (CCL) sui salari minimi cantonali non piace al Gran Consiglio di Neuchâtel: il suo Ufficio ha chiesto al plenum di lanciare un referendum cantonale. Il voto è previsto il 30 giugno.

Per permettere alla popolazione svizzera di votare un atto legislativo deciso a livello federale esistono due opzioni: una è il classico referendum per il quale occorre raccogliere 50'000 firme (l'USS ha già promesso di farlo), la seconda possibilità è il referendum cantonale. I cittadini vengono chiamati alle urne se otto cantoni lo domandano.

Nel caso specifico, Neuchâtel è il primo a paventare tale possibilità. In passato il referendum cantonale era stato lanciato con successo due volte: nel 2003 contro un pacchetto di sgravi fiscali e lo scorso anno contro l'imposizione individuale. Il primo oggetto fu poi respinto in votazione, il secondo approvato.

La modifica della legge federale che consente di estendere il campo d'applicazione dei CCL è stata adottata dal Consiglio nazionale e dal Consiglio degli Stati venerdì. «Si tratta di un grave attacco al federalismo e alle procedure democratiche», ha sostenuto oggi l'Ufficio del Gran Consiglio neocastellano.

«È importante sottolineare che lo stesso Consiglio federale, così come numerosi Cantoni, si era opposto a questo progetto ritenendo che una simile modifica contrasti con diversi principi dell'ordinamento giuridico svizzero garantiti dalla Costituzione, come la ripartizione delle competenze tra la Confederazione e i Cantoni e il principio di legalità», si legge in un comunicato.

Nel Giura, a Basilea Città e in Ticino, le leggi cantonali prevedono già oggi che i CCL prevalgano sui salari minimi (anche se il Gran Consiglio ticinese ha recentemente adottato una disposizione per abolire questa priorità). La situazione è diversa a Ginevra e Neuchâtel. Le Camere federali hanno tuttavia approvato una clausola di salvaguardia per evitare che gli stipendi attuali diminuiscano.

In questi due Cantoni, tuttavia, i salari minimi non potranno essere aumentati finché quelli stabiliti dalle rispettive CCL non li avranno superati. Attualmente a Ginevra e Neuchâtel le retribuzioni minime sono indicizzate al costo della vita: la riforma, di fatto, blocca questo meccanismo di adeguamento automatico.

A Neuchâtel, il salario minimo era stato accolto in votazione popolare nel 2011, per poi ottenere la garanzia dell'Assemblea federale nel 2013 ed essere infine confermato dal Tribunale federale nel 2017, in seguito a un ricorso.

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni