Svizzera

Consiglio federale dovrà motivare l'uso del diritto di necessità in caso di crisi

Il progetto, approvato all'unanimità dal Consiglio degli Stati, richiede rapporti dettagliati sulle ordinanze e la valutazione degli effetti sui diritti fondamentali

15 giugno 2026
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Sulla scorta delle esperienze raccolte durante la pandemia di coronavirus o la recente crisi di UBS, in futuro il Consiglio federale dovrà motivare in modo dettagliato ogni ricorso al diritto di necessità in periodi di crisi.

È quanto prevede un progetto di legge, frutto di un'iniziativa parlamentare del "senatore" Andrea Caroni (PLR/AR), adottato oggi all'unanimità dal Consiglio degli Stati. Il dossier va al Nazionale.

Il ricorso al diritto di necessità si impone quando il diritto ordinario non offre una soluzione adeguata per gestire una situazione delicata. Il Consiglio federale può allora emanare ordinanze e prendere decisioni basandosi direttamente sulla Costituzione federale.

Negli ultimi due decenni, il Governo ha emanato in diverse occasioni ordinanze di necessità per gestire eventi imprevedibili. Ciò è avvenuto, in particolare, in occasione della ricapitalizzazione di UBS (2008) dovuta alla crisi dei mutui subprime, della pandemia di coronavirus (2020), del salvataggio di Axpo (2022) e dell'acquisizione del Credit Suisse da parte di UBS (2023).

Maggiore trasparenza

Il Parlamento vuole che l'esecutivo giustifichi in un rapporto che i requisiti giuridici siano effettivamente soddisfatti quando emana un'ordinanza di necessità basandosi sulla Costituzione.

Secondo il Consiglio federale, ciò non dovrebbe comportare un carico di lavoro supplementare, ha spiegato lo stesso Caroni a nome della commissione. Ma per il Parlamento e l'opinione pubblica ciò comporterà invece una maggiore trasparenza. Nella sua analisi, il Governo dovrà esaminare in particolare gli effetti sui diritti fondamentali e la questione della compatibilità con il diritto di rango superiore.

Il progetto prevede che il Consiglio federale debba motivare anche le ordinanze di necessità che si basano su leggi federali emanate dal Parlamento. Pur sostenendo l'obiettivo del progetto, il Consiglio federale si opponeva a quest'ultimo punto.

In tali casi, il Parlamento ha volontariamente conferito al Consiglio federale la competenza di gestire una crisi. Non vi è alcun trasferimento di potere dal legislativo all'esecutivo. Non è quindi necessario prevedere un obbligo specifico di motivazione, ha affermato in aula il consigliere federale Beat Jans.

Ma per Caroni, anche in questo caso il Consiglio federale gode di un ampio margine di manovra, ciò che giustifica, a suo parere, condiviso dal plenum che lo ha seguito all'unanimità, una spiegazione.

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni