La riforma rafforza i controlli alle frontiere esterne, introduce un meccanismo di solidarietà per i Paesi mediterranei e mira a ridurre i controlli interni in Schengen
Da domani l'Unione europea attuerà il nuovo Patto sulla migrazione e l'asilo. Secondo il Commissario Ue competente, si tratta di una "grande riforma della migrazione". Anche la Svizzera, in quanto membro degli accordi di Schengen e Dublino, ne adotterà alcune parti. Il patto potrebbe portare all'abolizione dei controlli alle frontiere nello spazio Schengen.
La riforma, che modifica a fondo il sistema europeo dell'asilo e verrà applicata in tutti gli Stati membri, intende rafforzare i controlli alle frontiere esterne dell'Ue e ridurre la migrazione secondaria all'interno dello spazio Schengen.
Le basi legali che permetteranno alla Svizzera di recepire, almeno in parte, il nuovo Patto dell'Ue sulla migrazione e l'asilo entreranno in vigore domani. Lo ha annunciato un mesetto fa il Consiglio federale.
Grazie a una nuova procedura, che sarà introdotta anche nella Confederazione, le persone alle frontiere esterne dello spazio Schengen "potranno essere rapidamente identificate, registrate e assegnate alla normativa corretta (rimpatrio, procedura d'asilo o presa in carico da parte di un altro Stato Schengen in base al meccanismo di solidarietà)", ha indicato il Consiglio federale.
Il Patto comprende anche un meccanismo di solidarietà - obbligatorio per i 27 membri dell'Ue, ma non per la Svizzera - per i Paesi più esposti. Tale meccanismo mira ad alleggerire il carico dei Paesi mediterranei, sottoposti a una forte pressione migratoria, quali Italia, Spagna, Grecia e Cipro. Le modalità di sostegno a questi Stati sono flessibili: accoglienza di persone (rilocalizzazione), contributi finanziari o prestazioni alternative (ad esempio invio di personale specializzato).
La Svizzera intende partecipare al meccanismo su base volontaria. Per farlo, tuttavia, necessita ancora di un accordo specifico con l'Unione europea. Il Consiglio federale deciderebbe poi ogni anno in che modo la Confederazione debba parteciparvi.
Con il Patto sull'asilo e la migrazione si intende mettere ordine nella "casa europea", ha dichiarato la scorsa settimana il Commissario Ue per la migrazione Magnus Brunner. Il patto mira all'attuazione di una politica comune in materia di asilo.
Con la sua entrata in vigore domani si conclude un processo legislativo durato diversi anni. Tuttavia, "nessuno Stato membro è pronto su tutto", ha dichiarato ieri a Bruxelles Birgit Sippel, eurodeputata tedesca, riferendosi all'attuazione della riforma.
Quest'ultima mira a migliorare la protezione delle frontiere dello spazio Schengen. Inoltre, dovrebbe impedire la migrazione secondaria all'interno dell'area. Alcuni Stati membri riscontrano carenze in questi due ambiti e per questo effettuano da diversi anni controlli alle frontiere interne, come ad esempio la Germania.
La Svizzera e altri Paesi confinanti considerano problematici questi controlli e ne hanno già chiesto più volte l'abolizione all'interno dello spazio Schengen. Secondo Brunner, il patto dovrebbe essere colto come un'opportunità per ridurre gradualmente i controlli alle frontiere interne.