Contributo per il 2026-2027 cala rispetto ai 51,3 milioni del 2022-2024; riduzione attribuita all'attuazione di misure di risparmio della DSC decise dal Parlamento
Nel 2024 oltre 670 milioni di persone non mangiavano a sufficienza a causa del cambiamento climatico, dell'impoverimento dei terreni e della scarsità di acqua. Per contrastare tale fenomeno, all'origine anche del problema migratorio, il Consiglio federale ha stanziato oggi 25 milioni di franchi quale contributo al Gruppo consultivo per la ricerca agricola internazionale (CGIAR) per gli anni 2026-2027.
Nel periodo precedente (2022-2024), la Confederazione aveva versato un contributo pari a 51,3 milioni a favore di questa istituzione. La riduzione dell'importo è da ricondurre all'attuazione, da parte della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC), delle misure di risparmio decise dal Parlamento, indica il Governo in una nota odierna.
Il CGIAR è un partenariato strategico che riunisce 15 centri di ricerca, 13 dei quali in Paesi in via di sviluppo, e grazie alla sua ampia rete composta da oltre 3000 partner opera in più di 80 Stati.
In virtù delle sue attività focalizzate sulla ricerca, rientra tra le organizzazioni multilaterali prioritarie della cooperazione internazionale della Svizzera. Un obiettivo specifico della Strategia di cooperazione internazionale della Confederazione 2025-2028 consiste nel rafforzare i sistemi alimentari sostenibili. Viene precisato.
In qualità di membro dell'organo direttivo del CGIAR, la Svizzera partecipa attivamente alla definizione dell'orientamento strategico e all'attuazione delle riforme istituzionali di questo partenariato mondiale. Tramite la collaborazione con numerosi istituti di ricerca elvetici, tra cui il Politecnico federale di Zurigo, il CGIAR favorisce anche la promozione della piazza scientifica svizzera. Il contributo finanziario della Confederazione al CGIAR è coperto dal credito d'impegno della DSC. Viene ricordato.
Sin dalla sua istituzione, avvenuta oltre 50 anni fa, il CGIAR ha contribuito in maniera determinante a incrementare i raccolti e a migliorare l'alimentazione nei Paesi in via di sviluppo. Questa istituzione gestisce inoltre la più grande rete di banche genetiche a livello globale, che rappresenta una risorsa fondamentale per la creazione di nuove selezioni vegetali e fornisce un importante contributo alla salvaguardia della diversità genetica nel mondo.