Svizzera

Svizzera verso il divieto dei petardi dopo l'ok del Consiglio degli Stati

Gli Stati approvano 39 a 5 il controprogetto indiretto che vieta i fuochi pirotecnici rumorosi; l'iniziativa popolare respinta ma pronta per le votazioni finali

3 giugno 2026
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A meno di sorprese, in futuro lo scoppio di petardi verrà vietato in Svizzera. Dopo il Consiglio nazionale, oggi anche gli Stati hanno approvato (39 a 5) il controprogetto indiretto, che prevede tale proibizione, all'iniziativa popolare che intende vietare i fuochi pirotecnici. Il dossier ritorna alla Camera del popolo per una divergenza minore.

L'iniziativa popolare è stata in seguito respinta, sull'esempio di quanto già deciso dalla Camera del popolo poiché giudicata eccessiva e poco rispettosa del federalismo. Questo oggetto è pronto per le votazioni finali.

Poiché, stando ad alcuni sondaggi, l'iniziativa avrebbe buone possibilità di essere accolta dal popolo, il parlamento ha deciso di preparare un controprogetto indiretto mediante una modifica della Legge federale sugli esplosivi che riprende alcuni elementi dell'iniziativa, in particolare vietando quei fuochi d'artificio che fanno solo rumore, senza produrre alcun effetto visivo.

Nel corso del dibattito odierno il plenum, diversamente dalla raccomandazione della sua commissione preparatoria, non ha voluto sottoporre ad autorizzazione l'uso di quei fuochi d'artificio della categoria F3 (grandi razzi, per esempio), acquistabili a partire dai 18 anni.

Chiedere un'autorizzazione in vista della festa nazionale del primo di agosto, per esempio, comporterebbe un enorme dispendio burocratico per i comuni che si vedrebbero confrontati con migliaia di richieste, stando a Mauro Poggia (MCG-UDC/GE).

Il costo medio di un'autorizzazione di 50-150 franchi sarebbe superiore a quanto speso per acquistare il fuoco che si vuole accendere, ha sottolineato il "senatore" ginevrino, sostenuto anche dal consigliere federale Albert Rösti, oggi presente in aula dopo l'operazione alla schiena.

L'iniziativa popolare "Per una limitazione dei fuochi d'artificio", presentata nel novembre 2023, chiede una maggiore protezione delle persone, degli animali e dell'ambiente dal rumore e dalle emissioni a essi legati.

Nello specifico, intende vietarne la vendita e l'uso ai privati, tranne per quelli che non causano frastuono, come bengala o vulcani. Prevede alcune eccezioni per i grandi eventi sovraregionali, come le celebrazioni del 1° agosto, sulla base di deroghe concesse dai Cantoni.

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni