Revisione d'ordinanza prevede blocco di numeri e domini sospetti, gestione dei centri operativi in Svizzera e restrizioni su apparecchi di fornitori
Meglio proteggere dagli attacchi informatici le infrastrutture e i servizi di telecomunicazione. È l'obiettivo di una revisione d'ordinanza inviata oggi in consultazione dal Consiglio federale, che prevede misure anche contro le truffe telefoniche, come quella del falso nipote.
Gli attacchi alle reti e ai sistemi digitali - come i malware e gli attacchi DDoS - possono avere forti ripercussioni sull'economia, la società e la politica, spiega l'esecutivo. Le lacune in materia rappresentano infatti rischi per tutte le altre infrastrutture critiche, come ad esempio le reti elettriche o gli ospedali.
Il Consiglio federale propone ora di rafforzare la resilienza dell'infrastruttura di telecomunicazione e ridurre la dipendenza da singole imprese. I fornitori di servizi dovrebbero ad esempio acquistare le loro apparecchiature da diversi fornitori. In caso di peggioramento della situazione geopolitica, il Governo dovrebbe poter vietare in taluni casi le apparecchiature di determinati fornitori.
Altra novità: per impedire tentativi di truffa telefonica, come quella del falso nipote, l'Ufficio federale di polizia (fedpol), in collaborazione con l'Ufficio federale della cibersicurezza (UFCS), dovrebbe poter bloccare numeri di telefono e nomi di dominio sospetti.
Verrà anche migliorata la disponibilità dei servizi di chiamata d'emergenza. L'ordinanza riveduta prevede inoltre che, sia Swisscom, Salt e Sunrise, sia i fornitori di una rete mobile virtuale completa (Full MVNO), debbano gestire i propri centri operativi di rete e di sicurezza esclusivamente in Svizzera.
Inoltre, in caso di sospetto fondato di abuso, i fornitori di servizi di telecomunicazione dovrebbero poter bloccare un numero in maniera autonoma. Proposte infine anche nuove misure di lotta contro l'usurpazione dei numeri telefonici ("spoofing").