Svizzera

Più tutela per i consumatori negli acquisti online esteri e controlli sui pacchi dall'Asia

La CET-N chiede l'etichettatura dei prodotti non conformi agli standard svizzeri e propone una piccola imposta per finanziare controlli aggiuntivi

19 maggio 2026
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Le piattaforme online estere dovrebbero etichettare i prodotti che violano gli standard svizzeri allo scopo di proteggere i consumatori. Ne è convinta la Commissione dell'economia e dei tributi del Nazionale (CET-N) che raccomanda al plenum di approvare una mozione del Consiglio degli Stati.

Oltre alla protezione dei consumatori, la CET-N considera importante anche stabilire un quadro competitivo equo per non penalizzare le PMI elvetiche, spiega un comunicato odierno dei servizi parlamentari.

Sulla scia della prima mozione, la commissione ha approvato anche la mozione del senatore Fabio Regazzi (Centro/TI) - 14 voti a 8 e 2 astensioni - che chiede di intensificare i controlli sui pacchi di piccole dimensioni provenienti dall'Asia.

Secondo Regazzi, la Svizzera deve affrontare un massiccio afflusso di piccoli pacchi provenienti dall'Asia, di cui 500 mila dalla sola Cina, spesso inviati a tariffe preferenziali e senza un'adeguata verifica della conformità. A ciò si aggiunge un gran numero di spedizioni non dichiarate o dichiarate in modo scorretto, che sfuggono a tutti i controlli e si rivelano spesso contraffatte.

La mozione chiede quindi al Consiglio federale di presentare una soluzione per finanziare le verifiche aggiuntive prevedendo una piccola imposta per questo tipo di invii.

Stando alla CET-N, l'attuazione concreta delle due mozioni potrebbe essere discussa nell'ambito della revisione già prevista dal Consiglio federale della legge federale sulla sicurezza dei prodotti e della legge federale sugli ostacoli tecnici al commercio.

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni