La coalizione NoG7 vuole manifestare a Ginevra, nella zona del bacino portuale (la "Rade"), il 14 giugno, alla vigilia dell'apertura del vertice che riunisce i potenti del pianeta a Evian-les-Bains, sulla sponda francese del Lemano. Le autorità cantonali non hanno ancora deciso se autorizzare o meno il raduno.
Nel caso in cui il Dipartimento cantonale delle istituzioni e del digitale (DIN) non si esprimesse entro venerdì, il movimento si rivolgerà alla Camera amministrativa della Corte di giustizia. In caso di rifiuto, ha annunciato oggi davanti ai media Clémence Jung, avvocata di Françoise Nyffeler, che ha depositato la domanda di autorizzazione a manifestare a nome di NoG7, verrà presentata una richiesta di misure superprovvisionali.
Il percorso del corteo prevede di passare da una parte all'altra del lago. Tale tracciato "alternativo", lontano dai negozi, è stato proposto alla consigliera di Stato Carole-Anne Kast, responsabile del DIN, con l'intento di placare gli animi, ha affermato Nyffeler. Tuttavia, il dipartimento si è opposto con "argomentazioni fallaci" e ha chiesto di accettare un percorso limitato alla sponda destra.
Nyffeler ha ricordato che il cantone è stato condannato in numerose occasioni per aver violato il diritto di manifestare. Secondo l'attivista femminista, il tracciato "molto ragionevole" a forma di U garantirà la sicurezza delle circa 10'000 persone attese. "Attraversare il Pont du Mont-Blanc è per noi irrinunciabile", ha aggiunto.
La coalizione NoG7, che riunisce oltre 60 organizzazioni, si sta coordinando da mesi per organizzare questo evento e informare le autorità, ha ricordato Nyffeler. Alla mancanza di una decisione da parte del Cantone, che ha comunque "convenuto che vietare le manifestazioni sarebbe la peggior soluzione possibile", si sommano i tentennamenti da parte della città di Ginevra riguardo all'utilizzo del Parc des Cropettes come villaggio per il contro-vertice tra il 12 e il 14 giugno.
Il Gran Consiglio si riunirà in sessione straordinaria il 28 maggio. I deputati discuteranno tra l'altro su un progetto di legge del PLR che vuole limitare temporaneamente il diritto di raduno e di dimostrare nel quadro del G7. "Se sarà approvato verranno intraprese azioni legali", ha assicurato in conferenza stampa Joël Varone, del Sindacato dei servizi pubblici.