Svizzera

Oltre 40 personalità svizzere chiedono di mantenere il divieto di nuove centrali nucleari

Sottolineano che i nuovi impianti costerebbero almeno 25 miliardi, sarebbero rischiosi e aumenterebbero la dipendenza da uranio; la CAPTE-N aveva proposto la riapertura con 13 voti contro 12

7 maggio 2026
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Oltre 40 personalità del mondo della cultura, dello sport e della scienza esortano il Consiglio nazionale a mantenere il divieto di costruire nuove centrali nucleari: sono troppo costose, troppo rischiose e aumenterebbero la dipendenza dall'estero, affermano nel loro appello pubblicato oggi.

La richiesta interviene dopo che la Commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia del Consiglio nazionale (CAPTE-N) alla fine di aprile ha proposto, con 13 voti contro 12, di autorizzare nuovamente, in linea di principio, la costruzione di nuove centrali nucleari.

Nell'appello si sottolinea che la costruzione di questi impianti costerebbe ai contribuenti almeno 25 miliardi di franchi. Inoltre, la Svizzera diventerebbe dipendente dalle importazioni di uranio da paesi come la Russia e il Kazakistan.

Tra i primi firmatari dell'appello figurano, tra gli altri, artisti come Dodo, Pedro Lenz e Franz Hohler. Hanno firmato l'appello anche la campionessa mondiale di corsa di orientamento Simone Niggli-Luder, gli scrittori Peter Stamm e Jonas Lüscher, il regista Samir, la copresidente delle Anziane per il clima, Anne Mahrer, e la cabarettista Lisa Christ.

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni