Dal 12 giugno autorità di polizia, controllo dei confini e migrazione potranno consultare insieme ESP, CIR, sBMS e MID; norme e ordinanza definiscono accessi e finalità
Le autorità di polizia, di controllo dei confini e di migrazione potranno consultare unitamente i sistemi d'informazione di Schengen/Dublino, che saranno interoperabili a partire dal 12 giugno.
Lo ha deciso oggi il Consiglio federale, ponendo in vigore l'ordinanza sull'interoperabilità tra i due sistemi, grazie alla soluzione informatica offerta dall'Unione europea.
Le componenti presenti in questa soluzione, si legge in una nota governativa, sono quattro: il portale di ricerca europeo (ESP), l'archivio comune di dati di identità (CIR), il servizio comune di confronto biometrico (sBMS) e il rilevatore di identità multiple (MID). Queste dovrebbero entrare in funzione in modo scaglionato entro il 2028, mentre finora tali piattaforme andavano consultate separatamente.
Questa interoperabilità, prosegue il comunicato, costituisce uno sviluppo dell'acquis di Schengen. Per trasporla nel diritto svizzero, il Governo ha adottato modifiche alla legge federale sugli stranieri e sull'integrazione, alla legge federale sui sistemi d'informazione di polizia della Confederazione e una nuova ordinanza sull'interoperabilità tra i sistemi d'informazione Schengen/Dublino (O-IOSD). Grazie a quest'ultima l'Esecutivo può stabilire a quali autorità e con quali finalità sia permesso accedere al sistema. In particolare sarà possibile identificare una persona, rilevare identità multiple e fittizie e individuare e investigare, a fini preventivi, reati di terrorismo o altri reati gravi.