La CAG-N chiede al Parlamento una dichiarazione ufficiale; Pro Juventute e altre istituzioni sottrassero minori tra il 1926 e il 1973
Il Consiglio nazionale dovrebbe riconoscere che gli Jenisch, Manouche e Sinti sono stati vittime di una persecuzione che può essere qualificata come "crimine contro l'umanità" alla luce dell'attuale diritto internazionale. Per questo, il Parlamento dovrebbe rilasciare una dichiarazione in tal senso, secondo la Commissione degli affari giuridici del Nazionale (CAG-N).
Tale dichiarazione, spiega un comunicato odierno dei servizi parlamentari, intende dare un importante contributo alla rielaborazione storica, al riconoscimento delle ingiustizie subite e al sostegno delle comunità colpite. Una minoranza della commissione si oppone al pronunciamento della dichiarazione.
La fondazione Pro Juventute, promotrice del programma "Bambini della strada", ha sottratto bambini alle comunità nomadi tra il 1926 e il 1973. Anche alcune organizzazioni religiose hanno partecipato a queste azioni. I bambini sono stati collocati in istituti, famiglie affidatarie, manicomi e carceri. Si stima che il numero di minori coinvolti sia pari a 2000. Anche alcuni adulti sono stati sottoposti a tutela, collocati in istituti o sterilizzati con la forza.
Il Consiglio federale ha già riconosciuto questo "crimine contro l'umanità" un anno fa. Le organizzazioni che rappresentano queste minoranze hanno chiesto nel gennaio 2024 alla Confederazione di qualificare questi atti come "genocidio culturale".
Data la gravità delle accuse, il Dipartimento federale dell'interno (DFI) ha commissionato un parere legale. Quest'ultimo è giunto alla conclusione che gli atti in questione devono essere qualificati come "crimini contro l'umanità" secondo gli attuali criteri del diritto internazionale pubblico.
Si tratta di persecuzioni che violano sistematicamente i diritti fondamentali dei membri di un gruppo a causa della loro appartenenza ad esso, in particolare il diritto alla vita privata e familiare e la libertà di movimento.