Il partito denuncia crisi educativa e propone misure per salvare l'istruzione pubblica.
La Svizzera è in fase di degrado: l'allarme è stato lanciato dal presidente dell'UDC, Marcel Dettling, durante l'assemblea dei delegati a Näfels. Il partito ha puntato il dito contro la scuola pubblica, considerata in grave crisi.
"Occorre fermare questa deriva e rimettere la Svizzera in carreggiata", ha dichiarato Dettling, tracciando un bilancio allarmante a metà legislatura. Ha criticato il "caos dell'asilo", ritenuto responsabile dell'aumento dei costi e della criminalità.
Il consigliere nazionale ha invocato un ritorno ai valori tradizionali svizzeri e cristiani, denunciando un'élite politica decadente che, a suo avviso, ha causato il declino del Paese e compromesso la sovranità elvetica nei confronti di UE e NATO.
Catastrofe educativa
Dettling ha parlato di "catastrofe educativa", citando l'aumento della violenza, riforme fallite e il calo del livello formativo. L'UDC accusa gli altri partiti di sottovalutare il problema e propone soluzioni concrete.
I delegati hanno approvato un pacchetto di richieste per "salvare la scuola pubblica". "I bambini devono tornare a imparare le basi: leggere, scrivere, far di conto", ha dichiarato il consigliere nazionale UDC zurighese Benjamin Fischer. Secondo il partito, la scuola non riesce più a svolgere questo compito a causa dell'immigrazione.
Fischer ha indicato che con il 20% di allievi di lingua straniera in una classe l'insegnamento diventa complicato, con il 30% quasi impraticabile. Per questo l'UDC chiede un tetto massimo per classe. I bambini dovranno inoltre dimostrare di conoscere la lingua d'insegnamento con un test obbligatorio prima dell'inizio della scuola: chi non supera la prova dovrà frequentare un anno in una classe preparatoria.
Anche i genitori saranno chiamati a collaborare: l'UDC propone sanzioni fino alla revoca del permesso di soggiorno in caso di mancata cooperazione.
Basta cellulari a scuola
Il partito giudica fallito l'esperimento dell'insegnamento integrativo e propone di reintrodurre le classi speciali. Vuole inoltre vietare i telefoni cellulari in tutte le scuole del Paese, promuovendo al contempo materie "tradizionali" come economia domestica, lavori manuali, disegno ed educazione fisica. Le proposte saranno portate avanti a livello cantonale, senza coinvolgere la Confederazione: "In educazione prevale il federalismo", ha ricordato il partito.
Raccomandazioni di voto
I delegati hanno discusso degli oggetti in votazione il prossimo 8 marzo, raccomandando di sostenere l'iniziativa "200 franchi bastano! (Iniziativa SSR)". La decisione è stata presa con 370 voti a favore, 10 contrari e 3 astensioni.
I delegati si sono espressi dopo una relazione introduttiva di Kurt W. Zimmermann e un dibattito tra i consiglieri nazionali Gregor Rutz (UDC/ZH) e Barbara Schaffner (PVL/ZH).
Bocciata invece l'imposizione individuale delle coppie, riforma fiscale contro la quale sono stati lanciati due referendum. La maggioranza dei delegati ritiene che questa riforma crei un mostro burocratico e avvantaggi solo le coppie con doppio reddito e le famiglie benestanti, penalizzando i ceti più bassi.
Il Comitato direttivo del partito aveva già deciso di respingere l'Iniziativa per un fondo per il clima e di accogliere quella sul denaro contante e il rispettivo controprogetto, anch'essi sottoposti al voto popolare a marzo.