Il nuovo presidente Ignazio Cassis punta a un ruolo chiave per l'OSCE in Ucraina.
L'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) dovrebbe uscire rafforzata dall'attuale crisi, secondo il nuovo presidente Ignazio Cassis. Durante il suo discorso a Vienna, Cassis ha sottolineato che la guerra tra Russia e Ucraina ha portato l'OSCE nella crisi più grave della sua storia, ma ha espresso fiducia che questa situazione possa consolidare l'organizzazione anziché indebolirla.
La priorità, ha affermato Cassis, è contribuire a una pace giusta e duratura in Ucraina non appena le condizioni lo permetteranno. La Svizzera, ha aggiunto, si impegnerà affinché l'OSCE venga riconosciuta come un attore indispensabile in questo processo.
Cassis ha evidenziato la necessità di preparare l'OSCE a svolgere un ruolo significativo in caso di distensione o cessate il fuoco tra Ucraina e Russia. Sebbene l'OSCE non possa essere una forza di pace o una soluzione miracolosa, può fungere da piattaforma di dialogo e supportare un cessate il fuoco.
Il presidente ha anche richiesto il rilascio immediato di tre collaboratori dell'OSCE detenuti in Russia e ha sottolineato l'importanza di ottenere un budget adeguato per l'organizzazione, insieme a riforme necessarie per adempiere al suo mandato.
Cassis ha inoltre sottolineato l'importanza della partecipazione degli Stati Uniti all'OSCE, avvertendo che senza di loro l'organizzazione rischia di perdere rilevanza. Ha espresso soddisfazione per il fatto che gli Stati Uniti non abbiano ancora sospeso i pagamenti, come avvenuto per altre organizzazioni internazionali, e ha ribadito la necessità di riforme per mantenere gli USA a bordo.
La Svizzera ha assunto la presidenza dell'OSCE per la terza volta all'inizio del 2026. L'organizzazione, la più grande di sicurezza regionale al mondo, mira a garantire stabilità, pace e democrazia attraverso il dialogo politico.