Svizzera

SO: giù le mani dei privati dalle tombole

30 novembre 2025
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I solettesi hanno deciso oggi alle urne di vietare a professionisti l'organizzazione di tombole e lasciare questa competenza alle associazioni di utilità pubblica, come una banda di paese o un'associazione di ginnastica.

La pertinente revisione della legge sull'economia e sul lavoro, appoggiata da governo e parlamento cantonali, è stata accolta con il 68,3% dei consensi. La partecipazione ha raggiunto il 37,6%, ha indicato la Cancelleria dello Stato.

Il Cantone ha aderito ad un accordo intercantonale che lo autorizza ad organizzare ogni anno tombole con un ricavo complessivo di 820'000 franchi (cifra che corrisponde a 2,50 franchi pro capite della popolazione residente). Visto l'attivismo dei privati (ogni attore organizza una tombola quasi ogni settimana), questa somma è nettamente superata e il Cantone rischia l'esclusione dall'intesa. Ciò avrebbe come conseguenza che Soletta non riceverebbe più i proventi derivanti dai giochi d'azzardo di Swisslos (la società che gestisce le lotterie nella Svizzera tedesca e in Ticino), che il Consiglio di Stato distribuisce a progetti nel campo dello sport o della cultura.

I fautori della revisione legislativa hanno anche fatto notare che il 95% circa dei ricavi delle tombole attualmente vanno nelle casse degli organizzatori professionisti e solo il resto alle associazioni, per le quali gli introiti da questi giochi possono rivelarsi esistenziali.

Il Consiglio di Stato ha auspicato durante la campagna "che anche in futuro tutte le associazioni solettesi possano continuare a svolgere il loro lavoro culturale e identitario per il bene comune".

Il parlamento ha approvato all'unanimità la modifica della legge che esclude, per attori professionisti, la possibilità di ottenere un'autorizzazione per l'organizzazione di tombole. Dopo il voto odierno scompariranno dal mercato.

Molti Cantoni, tra cui tutti quelli limitrofi, non permettono a professionisti di gestire questa attività. Soletta è quindi diventata terra di predilezione per loro: se ne contano sei, che hanno lanciato con successo un referendum. Sostenevano che organizzano tombole per molte associazioni, alle quali poi spetta un importo fisso dai proventi. Affermavano pure che tali associazioni hanno talora difficoltà a trovare abbastanza aiutanti per i giochi: i professionisti permettono di evitare "il caos organizzativo", è stato il loro slogan. Grazie a loro, le tombole sarebbero trasparenti ed eque.

Oltre a Gran Consiglio e governo anche tutti i partiti raccomandavano di accogliere la revisione, ad eccezione dell'UDC. Contrariamente al voto dei suoi membri in parlamento, l'assemblea generale del partito ha deciso di opporvisi.

Corretto passo falso del governo

Un altro oggetto in votazione oggi riguardava una decisione del parlamento per una riduzione di due milioni di franchi l'anno (per il prossimo biennio) della somma che il Cantone versa ai Comuni per compensare le minori entrate legate alla Riforma fiscale e finanziamento dell'AVS (RFFA) che dal 2020 ha ridotto dal 21% al 15,1% l'aliquota d'imposta sugli utili delle società. I solettesi alle urne non hanno voluto saperne, anche se il voto è stato tirato (50,8% di no).

La votazione era necessaria perché meno di due terzi dei 100 membri del parlamento hanno approvato la misura (55 sì, 40 no e tre astenuti). Il governo ha sostenuto la misura di risparmio e sottolineato che gli obiettivi della compensazione sono stati finora superati. Anche in questo caso l'opposizione arrivava dall'UDC, partito di maggioranza relativa che alle elezioni federali del 2023 ha raccolto il 28,7% delle preferenze.

Gli aventi diritto di voto hanno anche scritto l'ultimo capitolo di una vicenda nata da un passo falso del governo. Per sua decisione, lo Stato ha acquisito nel capoluogo, per 5,2 milioni di franchi, un immobile della Fondazione d'investimento Credit Suisse.

L'UDC ha portato la questione al Tribunale federale, che ha annullato la decisione dell'esecutivo, il quale non avrebbe potuto considerare l'acquisto un investimento nel patrimonio amministrativo (l'esecutivo lo aveva considerato tale poiché l'edificio era già parzialmente utilizzato dall'amministrazione cantonale).

Per il TF, l'acquisto rappresenta una nuova spesa una tantum: visto l'ammontare superiore a cinque milioni di franchi, Gran Consiglio e popolo devono dare il loro consenso. Il primo lo ha fatto con 89 voti contro sei. Solo i democentristi si sono opposti alla concessione del credito. Il secondo ha seguito oggi il legislativo con il 68,9% di consensi.