Terzo sondaggio Fenaco-Sotomo: più persone si identificano con il polo rurale (25%→33%) e aumenta la percezione di non essere ascoltati
Per la popolazione svizzera, città e campagna sono due mondi sempre più distinti. Lo si legge nel terzo sondaggio città-campagna della cooperativa agricola Fenaco e dell'istituto di ricerca Sotomo, pubblicato oggi.
Circa un terzo degli interrogati considera infatti il fossato tra la vita cittadina e quella rurale come un fardello per il paese, posizione che quattro anni fa, all'epoca della precedente inchiesta, apparteneva a un quarto della popolazione.
A dispetto della crescente urbanizzazione, aumenta pure il numero delle persone che si identificano politicamente con il polo rurale. Dal 2021 a oggi, questa fetta è passata dal 25% al 33%, mentre soltanto il 20% si considera cittadino. I due gruppi si percepiscono inoltre come sempre meno considerati dalla controparte.
Nelle grandi città il 28% delle persone si ritiene sufficientemente ascoltato dai campagnoli (-9 punti percentuali dal 2021), mentre il rapporto inverso ha registrato un calo dal 30% al 16%. "Se entrambi gli schieramenti non si sentono presi in considerazione si crea un pericolo per la coesione nazionale", avverte Michael Hermann, direttore generale di Sotomo.
L'86% del campione giudica positivamente la qualità di vita nel proprio comune e quasi la metà degli interrogati ha sperimentato un miglioramento delle condizioni nell'ultimo decennio. I miglioramenti sono però percepiti maggiormente da chi vive in località con un'evoluzione demografica positiva, rispetto a chi vive in comuni in declino.
Gli aspetti valutati positivamente sono l'offerta di trasporti pubblici, scuole e asili nido, mentre quelli negativi riguardano l'offerta di alloggi in città e di ristoranti in campagna.
La crescita demografica a livello comunale viene vista più di buon occhio nel contesto rurale (nel 43% dei casi) che in città, ma la crescita nazionale registrata nell'ultimo decennio viene invece vista più negativamente proprio nelle regioni periferiche.
"Da un lato la popolazione rurale è cosciente dell'importanza della crescita del proprio comune, d'altro canto il rapido aumento demografico nazionale genera reazioni negative", riassume Hermann.
Il numero di abitanti auspicato è mediamente di 8,3 milioni. Tuttavia i partecipanti allo studio dichiarano di attendersi che la Svizzera nel 2050 conterà 10,8 milioni di abitanti.
Il sondaggio rappresentativo ha coinvolto quasi 3'500 residenti della Svizzera tedesca e della Romandia, tra l'11 e il 21 luglio scorsi. Il margine d'errore statistico è di 1,7 punti percentuali.