Svizzera

Cresce il divario tra città e campagna in Svizzera

Terzo sondaggio Fenaco-Sotomo: più persone si identificano con il polo rurale (25%→33%) e aumenta la percezione di non essere ascoltati

17 novembre 2025
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Per la popolazione svizzera, città e campagna sono due mondi sempre più distinti. Lo si legge nel terzo sondaggio città-campagna della cooperativa agricola Fenaco e dell'istituto di ricerca Sotomo, pubblicato oggi.

Circa un terzo degli interrogati considera infatti il fossato tra la vita cittadina e quella rurale come un fardello per il paese, posizione che quattro anni fa, all'epoca della precedente inchiesta, apparteneva a un quarto della popolazione.

A dispetto della crescente urbanizzazione, aumenta pure il numero delle persone che si identificano politicamente con il polo rurale. Dal 2021 a oggi, questa fetta è passata dal 25% al 33%, mentre soltanto il 20% si considera cittadino. I due gruppi si percepiscono inoltre come sempre meno considerati dalla controparte.

Nelle grandi città il 28% delle persone si ritiene sufficientemente ascoltato dai campagnoli (-9 punti percentuali dal 2021), mentre il rapporto inverso ha registrato un calo dal 30% al 16%. "Se entrambi gli schieramenti non si sentono presi in considerazione si crea un pericolo per la coesione nazionale", avverte Michael Hermann, direttore generale di Sotomo.

Buona qualità di vita nei comuni

L'86% del campione giudica positivamente la qualità di vita nel proprio comune e quasi la metà degli interrogati ha sperimentato un miglioramento delle condizioni nell'ultimo decennio. I miglioramenti sono però percepiti maggiormente da chi vive in località con un'evoluzione demografica positiva, rispetto a chi vive in comuni in declino.

Gli aspetti valutati positivamente sono l'offerta di trasporti pubblici, scuole e asili nido, mentre quelli negativi riguardano l'offerta di alloggi in città e di ristoranti in campagna.

Paradosso della crescita demografica

La crescita demografica a livello comunale viene vista più di buon occhio nel contesto rurale (nel 43% dei casi) che in città, ma la crescita nazionale registrata nell'ultimo decennio viene invece vista più negativamente proprio nelle regioni periferiche.

"Da un lato la popolazione rurale è cosciente dell'importanza della crescita del proprio comune, d'altro canto il rapido aumento demografico nazionale genera reazioni negative", riassume Hermann.

Il numero di abitanti auspicato è mediamente di 8,3 milioni. Tuttavia i partecipanti allo studio dichiarano di attendersi che la Svizzera nel 2050 conterà 10,8 milioni di abitanti.

Il sondaggio rappresentativo ha coinvolto quasi 3'500 residenti della Svizzera tedesca e della Romandia, tra l'11 e il 21 luglio scorsi. Il margine d'errore statistico è di 1,7 punti percentuali.