Il progetto "Trasporti ‘45" e il plurilinguismo nell'insegnamento scolastico saranno al centro venerdì prossimo dei colloqui von Watennwyl fra i partiti di Governo e i consiglieri federali Karin Keller-Sutter, Albert Rösti e Elisabeth Baume-Schneider. Lo indica una nota odierna della Cancelleria federale.
Il progetto "Trasporti '45" di Albert Rösti si basa su una perizia del Politecnico federale di Zurigo presentata a inizio ottobre su richiesta dell'esecutivo dopo la bocciatura popolare di diversi ampliamenti infrastrutturali, come di alcuni tratti autostradali, e in ragione dei maggiori costi per i progetti ferroviari (+14 miliardi di franchi).
Sulla base di questo documento, il Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC) dovrà presentare al Governo entro la fine di gennaio 2026 i progetti da includere nelle fasi di ampliamento delle strade nazionali e dell'infrastruttura ferroviaria nonché nel programma Traffico d'agglomerato a partire dalla quinta generazione.
Per il periodo 2025-2045, il DATEC ha previsto un limite di spesa di 9 miliardi di franchi per progetti di strade nazionali, 14 miliardi (variante secondo i decreti vigenti) oppure 24 miliardi (variante con risorse supplementari considerata anche nello studio) per progetti ferroviari e 7,5 miliardi di franchi per progetti d'agglomerato. La consultazione dovrebbe essere avviata a metà dell'anno prossimo.
In merito al plurilinguismo nell'insegnamento, il 19 di settembre scorso, in risposta al desiderio di diversi Cantoni svizzero-tedeschi di posticipare lo studio del francese alle scuole medie, il Consiglio federale ha stabilito che, se necessario, le autorità cantonali andrebbero obbligate a insegnare una seconda lingua nazionale alle scuole elementari.
Il Dipartimento federale dell'interno è stato incaricato di elaborare una modifica della legge sulle lingue da porre in consultazione. Secondo il Governo, questi sviluppi mettono a rischio il principio di armonizzazione della scuola obbligatoria e di conseguenza anche la coesione nazionale.
Le disposizioni costituzionali attualmente in vigore obbligano i Cantoni ad armonizzare i loro sistemi scolastici. Nel 2004 le autorità cantonali hanno definito una strategia comune per l'insegnamento delle lingue straniere, confluita nel 2009 nel Concordato HarmoS.
Allo stadio attuale, l'esecutivo vede due possibilità per garantire il plurilinguismo nella scuola dell'obbligo. La prima prevede che l'attuale soluzione HarmoS venga sancita nella legge sulle lingue. Il concordato prevede esplicitamente l'insegnamento di due lingue straniere fin dalla scuola elementare (una seconda lingua nazionale e l'inglese).
La seconda variante si limiterebbe a uno standard minimo e lascerebbe un maggiore margine di manovra ai Cantoni. Vi sarebbe comunque l'obbligo di insegnare una seconda lingua nazionale a partire dalla scuola elementare, e sino alla fine delle medie.