Gli accordi per appalti pubblici servono ad aumentare i prezzi, ritiene il direttore supplente della Commissione federale della concorrenza (Comco) Frank Stüssi, in relazione all'indagine sui sospetti cartelli nell'ingegneria civile di Neuchâtel. "Alla fine è il contribuente a essere derubato".
"Quando il cartello ticinese dell'edilizia è caduto, i prezzi sono calati del 30%", ha indicato Stüssi in un'intervista apparsa oggi su ArcInfo. "A Zurigo abbiamo scoperto un cartello dopo che un comune aveva giudicato i costi troppo elevati. Questo ha rilanciato le offerte con una conseguente riduzione delle tariffe del 70%. Non è un caso."
Alla domanda del quotidiano neocastellano su come si possa affermare che la fine dei cartelli comporti automaticamente una diminuzione dei prezzi, il direttore supplente assegnato al settore dell'edilizia risponde che tale constatazione si basa sia sull'esperienza della Comco sia su quella della comunità internazionale.
"In Ticino, a Zurigo o nei Grigioni, confrontiamo i prezzi durante i cartelli e dopo che questi sono caduti. Ogni volta i prezzi diminuiscono", ribadisce Stüssi. Oltre a ciò, quest'ultimo sottolinea la responsabilità del committente, che ha il dovere di registrare i costi anno dopo anno in un file comparativo.
Se un Cantone non procede al censimento di questi dati, come può rilevare variazioni di prezzo, si interroga. Per questo bisogna ricorrere all'informatica. "Purtroppo, alcuni cantoni, come a mia conoscenza Neuchâtel, privilegiano ancora il cartaceo. Il che complica l'individuazione dei cartelli."
Il direttore supplente della Comco menziona inoltre alcuni fattori di allerta. "Ad esempio, se sono sempre le stesse aziende a presentare offerte o se i prezzi sono allineati in modo anomalo. Un committente potrebbe quindi chiedersi perché una determinata società non proponga mai i propri servizi."
"È possibile confrontare i prezzi ad altre regioni e ad altri cantoni", aggiunge Stüssi. Non è pensabile che gli enti pubblici vogliano favorire le imprese locali in nome della salvaguardia dei posti di lavoro. "Se avessimo voluto consentire un favoritismo locale, lo avremmo chiesto al legislatore".
"La legge sugli appalti pubblici vuole concorrenza", ricorda il direttore supplente della Comco, creata quasi 30 anni fa. "Non vuole che paghiamo più tasse con la scusa di sostenere un'azienda locale con prezzi più elevati", insiste.
L'intervista a Stüssi conclude una serie di articoli pubblicati da ArcInfo sul tema. Il funzionario "smonta" uno ad uno gli argomenti degli imprenditori e mette in guardia sulla vicinanza con gli eletti locali. Due anni fa la commissione ha avviato un'indagine nel settore dell'edilizia di Neuchâtel; nel suo mirino ci sono ventidue imprese.
Secondo l'indagine del quotidiano neocastellano, gli accordi sui prezzi non si limitano a intese tra imprese ma si baserebbero, illegalmente, su meccanismi ben rodati e potrebbero contare sulla compiacenza delle autorità politiche locali.