Svizzera

Cassis in Iraq per trasferire competenze mediazione

24 ottobre 2025
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I buoni uffici svizzeri interessano all'Iraq, Stato che vuole posizionarsi come intermediario in Medio Oriente. Ignazio Cassis ha evocato un passaggio di conoscenze con i suoi omologhi iracheni, durante la tappa a Baghdad del suo viaggio in Medio Oriente.

Il Consigliere federale ha discusso la questione ieri con il primo ministro Mohammed Chia al-Soudani. L'esperienza di Berna, che rappresenta gli interessi diplomatici statunitensi in Iran, è rilevante anche per l'Iraq, ha dichiarato Cassis a Keystone-ATS.

Il capo del Dipartimento federale degli affari esteri ha aggiunto che la Svizzera ha interesse a trasferire le sue competenze in questa regione in forte evoluzione e nella quale non può più mantenere da sola i suoi buoni uffici.

L'Iraq ha a cuore la stabilità dopo numerosi anni di conflitti, vuole dunque profilarsi come mediatore, nonostante le tensioni tuttora presenti con Israele.

La visita del ticinese è legata alla riapertura dell'ambasciata svizzera a Baghdad, dopo 33 anni di assenza, nell'ambito di un processo di intensificazione della presenza elvetica nel paese lanciata negli scorsi anni.

Tra investimenti e corruzione

Il ministro degli affari esteri iracheno Fuad Hussein ha insistito sulla situazione attuale di pace e sicurezza nella sua nazione.

La collaborazione sarà anche economica. Nei suoi discorsi, Cassis ha infatti più volte citato l'aumento del 9% degli scambi commerciali tra i due paesi, a partire dall'anno scorso.

Il ministro degli affari esteri ha inoltre partecipato all'incontro degli investitori svizzeri in Iraq, constatando un mercato florido. Gli investimenti provengono per esempio dal settore farmaceutico, ma anche dal produttore di calzature Kybun, già ben installato in Medio Oriente.

Tuttavia rimangono da affrontare sfide importanti. Gli investitori segnalano soprattutto procedure amministrative complicate e infestate dalla corruzione. Pure i sistemi bancari risultano ancora instabili. Infine si aggiunge la doppia imposizione fiscale tra i due paesi, ma, secondo Cassis, un accordo è in fase di conclusione e dovrebbe entrare in vigore l'anno prossimo.