Affluenza superiore rispetto agli ultimi quattro appuntamenti, con confronti ai picchi storici e alla media 2011-2019
L'imposta sulle abitazioni secondarie, legata all'abolizione del valore locativo, e l'introduzione dell'identità elettronica hanno mobilitato oggi il 49,5% degli aventi diritto. Si tratta di un tasso di partecipazione più alto rispetto agli ultimi quattro appuntamenti con le urne.
A febbraio, l'iniziativa per la responsabilità ambientale, depositata dai Giovani Verdi, aveva suscitato molto meno interesse. Solo circa il 38% dell'elettorato aveva infatti votato.
Nel novembre del 2024, invece, la quota si era stabilita intorno al 45%. In quell'occasione il popolo era chiamato a esprimersi su oggetti quali l'ampliamento della rete autostradale, le modifiche al diritto di locazione e il finanziamento uniforme delle prestazioni sanitarie. Anche nel settembre e nel giugno dello scorso anno l'affluenza era stata simile.
Nel marzo del 2024 la partecipazione era stata invece più elevata (oltre il 58%). Allora gli svizzeri avevano detto la loro sulla tredicesima mensilità AVS e sull'iniziativa sulle pensioni.
Fino al 1950, questo tasso si aggirava in media intorno al 60%, per poi successivamente scendere sotto il 50% e, a volte, faticare a raggiungere il 40%. Dall'inizio del nuovo millennio, la partecipazione è aumentata di nuovo, e la media sul periodo 2011-2019, stando ai dati dell'Ufficio federale di statistica (UST), è del 45,6%. Il record in materia è detenuto dal voto sull'adesione allo Spazio economico europeo (SEE) nel 1992, quando il 78,8% degli svizzeri aveva compilato la scheda.