Il 28 settembre si vota per un'Id-e gratuita e gestita dallo Stato.
Il prossimo 28 settembre, gli elettori svizzeri saranno chiamati a esprimersi su una nuova proposta di identità elettronica (Id-e), caratterizzata da sicurezza, gratuità e gestione pubblica. L'iniziativa è sostenuta da un'ampia coalizione che include partiti politici come il Partito Socialista, i Verdi, i Verdi Liberali e il Centro, oltre a rappresentanti della società civile.
Gerhard Andrey, consigliere nazionale e informatico, ha sottolineato l'unità del paese attorno a questa proposta, che segue il fallimento di un precedente progetto nel 2021. Nuria Gorrite, consigliera di stato vodese, ha evidenziato come la gestione pubblica dell'Id-e rafforzi la sovranità digitale e la fiducia tra cittadini e istituzioni.
Eric Schönenberger, di Digitale Gesellschaft, ha spiegato che la nuova Id-e risponde alle preoccupazioni di sicurezza e protezione dei dati sollevate in passato. L'identità elettronica sarà memorizzata sullo smartphone, evitando l'uso di banche dati centrali, e sarà richiesta solo in casi di necessità, come per prevenire abusi o furti di identità.
Bea Heim, ex consigliera nazionale, ha sottolineato i benefici dell'Id-e per le persone anziane e con disabilità, facilitando l'accesso ai servizi pubblici senza dover affrontare lunghe attese agli sportelli. Jonas Pauchard, dell'Unione centrale svizzera per il bene dei ciechi, ha evidenziato come l'Id-e possa eliminare barriere per i non vedenti e altre persone con disabilità, promuovendo una maggiore partecipazione sociale e politica.
Daniel Graf, della Fondazione per la democrazia diretta, ha affermato che l'Id-e rappresenta uno strumento fondamentale per proteggere e sviluppare la democrazia, permettendo la firma sicura di iniziative e referendum tramite smartphone. Franziska Barmettler, di Digital Switzerland, ha aggiunto che l'Id-e faciliterà i processi economici e amministrativi, sostenendo lo sviluppo digitale del paese.