Svizzera

Svizzera: verso un'identità elettronica statale

Beat Jans promuove l'Id-e sicura e gratuita in vista del voto di settembre

12 agosto 2025
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L'introduzione di un'identità elettronica statale, gratuita e facoltativa, promette di semplificare e rendere più sicure le interazioni online con autorità e imprese. A sostenerlo è il consigliere federale Beat Jans, che invita a votare a favore della legge sull'identificazione elettronica (Id-e) il prossimo 28 settembre.

Attualmente, la Svizzera non dispone di un sistema di identificazione elettronica sicuro, ha spiegato il ministro di Giustizia e polizia, Beat Jans. "Nel mondo fisico, possiamo dimostrare la nostra identità con una carta d'identità, ma nel mondo digitale questo non è possibile", ha sottolineato, evidenziando i rischi di abuso da parte di software automatizzati.

Jans ha dichiarato che è giunto il momento di risolvere questa situazione con un'Id-e statale, sicura e gratuita. Ha ricordato che quattro anni fa il popolo svizzero ha respinto un progetto simile perché gestito da imprese private. Ora, dopo aver appreso la lezione, il parlamento e il governo hanno elaborato una nuova legge che prevede un'Id-e gestita dalla Confederazione, con il supporto di tutti i gruppi parlamentari.

L'Id-e funzionerà come una carta d'identità digitale, permettendo ai cittadini svizzeri e ai titolari di permessi di soggiorno di identificarsi online. Gli utenti potranno scaricare un'applicazione per ottenere l'Id-e sul proprio smartphone. La Confederazione continuerà a dialogare con il mondo scientifico, economico e sociale per garantire trasparenza.

Michael Schöll, dell'Ufficio federale di giustizia, ha sottolineato l'importanza della protezione della sfera privata, assicurando che i dati saranno conservati in modo decentralizzato. Gli utenti potranno verificare quali autorità garantiscono una protezione ottimale delle informazioni prima di collegarsi a un sito.

Tuttavia, gli oppositori esprimono preoccupazioni sulla sicurezza dell'Id-e e sulla protezione della privacy, temendo abusi e sorveglianza di massa. Inoltre, ritengono che le persone senza smartphone potrebbero essere discriminate e dubitano che l'Id-e rimarrà facoltativa.